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Sicilia, Crisafulli e Papania fuori dalle liste Pd

Crisafulli, foto internet

Roma locuta, causa finita. L’adagio latino vale anche per la commissione di garanzia del Partito Democratico presieduta da Luigi Berlinguer che ha escluso dalle liste elettorali i senatori uscenti Mirello Crisafulli e Nino Papania. Il giudizio sembra inappellabile: ‘La Commissione nazionale di garanzia del Pd – si legge in una nota del partito – in base a un criterio di opportunità ha deciso di non includere nelle liste elettorali le candidature di Mirello Crisafulli di Enna e Antonio Papania di Trapani. La Commissione ha inoltre considerata decaduta la deroga concessa dal Comitato elettorale nazionale a Nicola Caputo di Caserta. La Commissione nazionale di garanzia ha inoltre preso atto di due rinunce volontarie alla candidatura da parte di Bruna Brembilla e Antonio Luongo”.

Non sono dunque servite le oltre seimila preferenze raccolte da Crisafulli e Papania nelle primarie del 30 dicembre a salvarli dal giudizio della commissione che ha ritenuto “inopportuna” la ricandidatura per i due esponenti del Pd. Su Papania pesa un patteggiamento a due mesi per abuso d’ufficio che però  risale a ben undici anni fa mentre Crisafulli ha solo un rinvio a giudizio per abuso d’ufficio. Ma a dare il colpo di grazia ai due ex parlamentari democratici è stata la dura campagna condotta contro di loro dal Fatto Quotidiano, campagna che a quanto pare ha avuto il suo peso determinante nella decisione della commissione.

Spiazzato dalla decisione il segretario regionale del Pd Giuseppe Lupo che ieri era presente a Roma. Lupo che gestisce già una delicatissima situazione del Pd locale, ha commentato: “la posizione mia e quella dei segretari provinciali di tutto il Pd siciliano è nota. Se vi fossero stati motivi validi per non accettare le candidature dei senatori Crisafulli e Papania bisognava farlo prima delle primarie”.  “La decisione della commissione nazionale di Garanzia -aggiunge Lupo- è insindacabile e ne prendiamo atto. Sia chiaro però che nessuna campagna mediatica, ancorché ben orchestrata, potrà offuscare l’immagine e l’onorabilità del Pd siciliano ed, in particolare, di coloro che hanno partecipato alle primarie ottenendo un importante risultato. Pur comprendendo l’amarezza di molti, di cui conosco correttezza, senso di responsabilità e appartenenza, adesso faccio appello a tutte le democratiche e ai democratici siciliani per la massima mobilitazione per battere la destra”.

Differenti le reazioni dei due epurati. Papania si è rifugiato in un silenzio totale, mentre tutt’altro che composta è stata la reazione di Crisafulli dapprima tuona dalla sua Enna con un comunicato durissimo per commentare la decisione: “Un atto di vera e propria epurazione che di democratico non ha nulla, figlio di un’aggressione condotta contro il Pd e i suoi dirigenti radicati nel territorio. Un succedaneo dell’ormai consolidato metodo Grillo”. Poi in diretta su Radio 24 a La Zanzara il senatore ennese rilancia: “E’ giacobinismo allo stato puro. Un errore e una scorrettezza clamorosa. Spero che il mio partito non continui su questa strada, quando si sceglie la via della purezza c’é sempre uno più puro che ti epura”. Poi Crisafulli si sfoga: “Come farò a spiegarlo alle 6.600 persone che son venute a votarmi alle primarie? E’ una cosa scorretta che poteva essere evitata. Se volevano arrivare a questo – continua Crisafulli – potevano dirmelo anche prima”. Poi la domanda cruciale: “voterà Pd alle prossime elezioni?” chiedono i conduttori Giuseppe Cruciani e David Parenzo: “Voterò Pd, non ci sono dubbi. Ma una quota dell’elettorato si sposterà spaventato da questa scelta, e poi non si votano le fotocopie ma gli originali“. Il Pd è avvertito.

Adriano Frinchi

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