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Sicilia, avvelenamento da mandragora

Mandragora

Volevano mangiare della sana insalata. Ma invece di raccogliere la comune borragine hanno riempito i loro sacchetti di mandragora.

Quando Paola Birritteri, 66 anni, ha iniziato a mangiare la verdura, ha cominciato a sentirsi male. Trasportata d’urgenza all’ospedale Ingrassia di Palermo, è stata trasferita al reparto di rianimazione per stare sotto il controllo dei medici.

Sempre la scorsa notte, questa volta a Trapani, un uomo di 46 anni, Mimmo Ciotta, si è avvelenato per l’ingerimento della stessa pianta. Ma a differenza della signora palermitana, è stato necessario spedire un elicottero del 118 al Vittorio Emanuele di Catania, dove si trova l’antidoto, la Fisostigmina, e trasportarlo fino all’aeroporto di Punta Raisi.

Lì era già pronta una vettura che ha poi portato l’antidoto a Trapani. L’uomo adesso si trova in rianimazione al Sant’Antonio Abbate. I medici hanno scongiurato il pericolo di morte.

La mandragora, detta anche l’erba delle streghe, provoca stati di allucinazione, tachicardia, stato confusionale e numerosi effetti collaterali che possono portare anche alla morte. Nel’antichità veniva usata per la cura della sterilità perché considerata molto afrodisiaca.

Nel medioevo veniva invece utilizzata per riti magici, in quanto era ritenuta una creatura a metà tra il regno animale e vegetale: si pensava potesse trasformare in animali. Col tempo, per i suoi effetti collaterali gravi, il suo uso è stato molto limitato.

Alessandro Marsala

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