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Sicilia, Art 37, il senatore La Loggia: “Una boutade truccata da vittoria”

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“Il Presidente Crocetta sta sbandierando come propria una norma già scritta e presentata da me nel 2005, quando ero Ministro degli Affari regionali, all’interno di un provvedimento legislativo nazionale”. Lo ha dichiarato il Senatore Enrico La Loggia riferendosi alla “cosiddetta applicazione dell’art 37 dello Statuto, il quale prevede che le aziende che producono in Sicilia, se pur con sede madre fuori dall’Isola, paghino quota parte delle tasse alla Regione”.

La smentita di La Loggia nei confronti di Crocetta e dell’Assessore Bianchi è doppia: “Per altro – continua – questi 150milioni per il triennio sono assolutamente fittizi; in pratica, sono ricavati da una riduzione di risorse statali già spettanti alla Regione siciliana e con ulteriori riduzioni di trasferimenti. In più dovremo farci carico di nuove funzioni che comporteranno nuove spese per noi. Oggi, possono esser usati esclusivamente in via surrettizia per cercare di rendere credibile l’ipotesi di Bilancio prossimo venturo ”.

Tant’è che il comma 5 dello stesso articolo 11 del decreto legislativo varato per l’uopo dal Consiglio dei Ministri smentisce il comma uno e così declama: “A decorrere dal 2016, si provvede alla ridefinizione dei rapporti finanziari fra lo Stato e la Regione e al simmetrico trasferimento di funzioni ancora svolte dallo Stato nel territorio regionale”.

“Un passaggio – conclude La Loggia – che richiede dei costi sicuramente più alti degli incassi. Mentre sarebbe stato corretto e più vantaggioso per l’Isola, come noi avevamo chiesto e secondo quanto stabilito dalla Corte Costituzionale, avere una quota dei tributi in cambio dei costi relativi alla loro riscossione, al netto di altre spese: questa sarebbe stata la reale applicazione dell’articolo 37”.

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Un Commento

  1. Sì, certo…come no?!? Tutti i politici siciliani in questi giorni rivendicano il merito: La Loggia, Saverio Romano ect..etc…

    Intanto l’art. 37 dello Statuto siciliano è stato scritto nel 1946 e quindi non si tratta di una norma dell’altro ieri ma di una legge finora inapplicata incostituzionalmente, in secondo luogo i siciliani vedono che l’unico che finalmente sta riuscendo a far valere lo Statuto siciliano e i diritti sacrasonti della Sicilia, non guardando in faccia nessuno e non mandandole a dire, è Rosario Crocetta.

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