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Sicilia, Aronica boccia governo Crocetta. 33 norme su 50 cassate dal commissario dello Stato

Il commissario dello Stato, Carmelo Aronica, ha impugnato 33 dei 50 articoli della legge di stabilità, approvata dall’Assemblea Regionale Siciliana lo scorso 15 gennaio. Le norme ‘bocciate’ estendevano agevolazioni, benefici e contributi previsti per la famiglia anche a coppie di fatto e ai nuclei monoparentali, che avrebbero avuto anche gli stessi diritti in tema sanitario.

In quasi la metà dei casi – 16 degli articoli contestati – Aronica ritiene che “la copertura dei nuovi e maggiori oneri a carico del bilancio della Regione con proprie risorse non sia credibile, sufficientemente sicura ed ancorata a criteri di prudenza, affidabilità e appropriatezza”.

In particolare, Aronica ha cassato gli articoli 3, commi 3, 8 e 9; 5 commi 2, 3, 5, e 6; 6, commi 8 e 9; 8, comma 2; 9, comma 3; 10; 11, comma 8; 12 commi 5 e 6; 13, commi 5, 6, 7 e 8; 14; 17; 19; 22, commi 2 e 4; 23, comma 2; 24; 25; 26; 27; 28; 29; 30, comma 13; 32, commi 1, 2, 3, 6 e 7; 33; 34, commi 2 e 6; 36; 37; 38; 39; 40; 41; 42; 43; 47, commi 5, 6, 7, 8, 9, 10, 13, 14, 15, 16 e 19 della Legge di stabilità per il 2014.

Non hanno costituito oggetto di impugnativa le disposizioni relative alla proroga per i lavoratori precari e i trasferimenti a Comuni e Province e per il settore del trasporto pubblico.

“Il passato ci insegue – dichiara a caldo il governatore Rosario Crocetta – evidentemente in questa Regione non si può spendere, non si può pensare di finanziare le leggi, lo sviluppo. Si deve sempre e solo tagliare. Questa è la morte della politica”.

LE REAZIONI

NINO D’ASERO: “Alla Sicilia serviva una Finanziaria di rigore e di sviluppo, cose che abbiamo in essa trovato soltanto a macchia di leopardo – dice il capogruppo Ncd, Nino D’Asero – a fronte di norme propaganda quale quella per le unioni civili: un argomento che non poteva e non doveva essere inserito tout court in una legge di stabilità omnibus, a causa di ciò ridotta a un colabrodo”. “Lieto per l’ovvio salvataggio di un ristretto novero di norme quali quelle che salvano i precari agli Enti locali e i trasferimenti agli stessi per il trasporto pubblico, per tornare alle unioni civili – riprende D’Asero – innanzitutto, sottolineo che non si poteva bypassare il Parlamento nazionale, il quale non si è ancora dotato di una propria legge, mentre si sarebbe dovuto dar tempo affinché tutti i Municipi si munissero del registro comunale. Ecco perché – conclude – non potendo pensare che il governatore sia talmente …ingenuo e impreparato, non posso che credere che questa norma, come altre, sia stata varata già in odor di certa bocciatura da parte del Commissario, per semplice propaganda politica autoreferenziale!”.

GIUSEPPE MILAZZO: “La Finanziaria dei record… degli articoli bocciati – dice il deputato regionale Ncd Giuseppe Milazzo – non può che portare alle dimissioni di chi se l’è intestata: l’assessore al Bilancio, Luca Bianchi. O, come mi pare più azzeccato definirlo in questo caso, l’assessore allo Sbilancio!”. “Una legge di stabilità raffazzonata che scontenta tutti a cominciare dai lavoratori precari (salvati per il momento soltanto quelli negli enti locali) che, da domani, saranno tutti invitati con le loro famiglie a pranzo e cena dai componenti della giunta e della maggioranza che questa Finanziaria ha voluto e ha votato, specialmente quei nababbi con Isee di 20.000 euro all’anno: insomma,  gli ex Pip che ricambieranno invitando a loro volta politici e tecnici nei loro panfili e le loro ville con piscina ad Acapulco; ma anche per i forestali questo governo ha lavorato bene…: e i risultati si sono visti. Insomma, per tornare serio – conclude Milazzo – chiedo a gran voce le dimissioni del dottor Bianchi per manifesta incapacità!”.

ANTONIO VENTURINO: “I lavoratori dei cantieri di servizio già percettori del reddito minimo di inserimento non hanno da temere nulla sulla prosecuzione della loro attività lavorativa per l’anno in corso, nonostante l’impugnativa dell’articolo 36 del ddl n.670 Legge di Stabilità 2014 da parte del  Commissario dello Stato”. A darne notizia è il Vice Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Antonio Venturino che ha immediatamente contattato il dirigente generale del dipartimento regionale al lavoro Anna Rosa Corsello. “Tecnicamente – aggiunge Venturino- rimane in vigore l’articolo 1 della legge regionale n. 5 del 2005 che consente la prosecuzione delle attività per tutto l’anno 2014 la cui copertura finanziaria è garantita come riscontrabile nella tabella G allegata al Bilancio stesso regolarmente approvato. Già dalle prossime ore – conclude il vicario dell’Ars- i comuni riceveranno una direttiva da parte dell’Assessorato regionale al lavoro che illustrerà le modalità da seguire per la normale prosecuzione delle attività per l’anno 2014”.

MAURIZIO BERNAVA:  Il segretario della Cisl Sicilia Maurizio Bernava interviene con le parole che seguono sull’impugnativa della legge regionale di stabilità. Per il segretario, “la quantità e qualità delle eccezioni di incostituzionalità sollevate, per ben 33 articoli, conferma le preoccupazioni della Cisl riguardo all’improvvisazione e approssimazione che caratterizzano l’azione del governo regionale”. Per la Cisl, la Sicilia versa in una pesante crisi economica e sociale che impone ristrutturazioni della spesa, dell’economia e della macchina pubblica. Non può quindi permettersi di continuare con “un uomo solo al comando, privo di strategia e sorretto soltanto da una pletora di esperti e superburocrati che mostrano gravi lacune nell’esercitare adeguatamente l’azione amministrativa e di governo”. Questa situazione, per la Cisl, porta con sé “un serio rischio non solo per il governo ma per tutta la Sicilia”. “Nessuno si rallegri” afferma Bernava per il quale “sarebbe il caso, finalmente, che i partiti, piuttosto che concentrarsi su risse ed equilibri interni, mettessero in discussione questo modo approssimativo, inadeguato, autoreferenziale, di gestire il governo della Regione”.

ROBERTO DI MAURO:  “Meno male che sono tecnici, altrimenti chissà cosa avremmo visto.” E’ sarcastico il commento del capogruppo del Partito dei Siciliani MpA Roberto Di Mauro, che sottolinea come “nonostante i ripetuti avvisi di buona parte dell’opposizione sulla mancata copertura finanziaria di molte norme per circa 500 milioni, il Governo e la maggioranza, a volte con toni anche offensivi dell’Aula, hanno scelto di andare avanti, portandoci oggi ad una situazione di una gravità mai vissuta prima nella Regione Siciliana.” “La verità è che questa armata Brancaleone fatta da quattro amici di Crocetta che casualmente si ritrovano a fare gli Assessori ha mostrato di non avere né la stoffa dei tecnici né la stoffa della politica e oggi la Sicilia si trova come mai prossima al baratro. Basta pensare che certamente a fine mese saranno migliaia i lavoratori che non potranno prendere lo stipendio, per esempio all’ESA e all’EAS.” “Della finanziaria restano in piedi poche norme, comunque importanti come quella sui precari, ma il dato vero è che il Governo e la pseudo maggioranza escono con le ossa rotte. E’ necessario che l’ARS torni subito a riunirsi per affrontare questa situazione non solo per lo specifico delle norme della Finanziaria, ma anche e e soprattutto per affrontare il nodo politico sulla esistenza o meno di un Governo e di una maggioranza che possano portare avanti questa legislatura.”

MOVIMENTO CINQUE STELLE: “La sonora bocciatura del Commissario dello Stato, che ha praticamente stroncato la Finanziaria, è la certificazione della totale incapacità di questo governo di legiferare. Preso atto di ciò e del fatto che il Pd ha voltato le spalle all’esecutivo, si dica chiaramente ai siciliani che è ora di tornare subito al voto”. E’ durissimo il commento del gruppo parlamentare all’Ars del Movimento Cinque Stelle alle decisioni di Aronica, peraltro, per nulla inattese dai deputati. “In diverse occasioni – affermano i parlamentari – abbiamo definito la manovra completamente inadeguata sotto tutti i punti di vista. L’unica cosa che ci consola e di cui andiamo fieri è che parecchie delle norme proposte da noi non sono state impugnate. E c’è di più, se fossero passati alcuni nostri sub emendamenti il disastro poteva essere contenuto. Ci riferiamo ad alcune norme sui forestali, per le quali avevamo presentati sub-emendamenti che sono stati bocciati in aula”. Tra le tantissime note negative una nettamente positiva per i deputati Cinquestelle è quella della bocciatura della norma salva-petrolieri, che abbassava le royalties sulle estrazioni di idrocarburi, per le quali i deputati del Movimento si erano battuti a partire dalla scorsa Finanziaria.

GIUSEPPE MILAZZO: “La Finanziaria dei record… degli articoli bocciati – dice il deputato regionale Ncd Giuseppe Milazzo – non può che portare alle dimissioni di chi se l’è intestata: l’assessore al Bilancio, Luca Bianchi. O, come mi pare più azzeccato definirlo in questo caso, l’assessore allo Sbilancio!”. “Una legge di stabilità raffazzonata che scontenta tutti a cominciare dai lavoratori precari (salvati per il momento soltanto quelli negli enti locali) che, da domani, saranno tutti invitati con le loro famiglie a pranzo e cena dai componenti della giunta e della maggioranza che questa Finanziaria ha voluto e ha votato, specialmente quei nababbi con Isee di 20.000 euro all’anno: insomma,  gli ex Pip che ricambieranno invitando a loro volta politici e tecnici nei loro panfili e le loro ville con piscina ad Acapulco; ma anche per i forestali questo governo ha lavorato bene…: e i risultati si sono visti”. “Insomma, per tornare serio – conclude Milazzo – chiedo a gran voce le dimissioni del dottor Bianchi per manifesta incapacità!”.

GIORGIO ASSENZA: Nel fiume di norme impugnate dal Commissario dello Stato – dice il deputato del Pdl Giorgio Assenza – saluto con viva soddisfazione la bocciatura dell’indegna norma che riduceva le royalties alle compagnie petrolifere”. “Il mio plauso – riprende Assenza – vuole essere quello di tutti i siciliani che, insieme con il proprio territorio, non avrebbero in nessun caso goduto di una degna contropartita: era un semplice regalo che la sedicente rivoluzione di Crocetta voleva fare alle multinazionali, in barba agli interessi economici e ambientali dell’Isola”.

FORUM VITA FAMIGLIA EDUCAZIONE: Il Forum Vita famiglia Educazione,che raggruppa decine di associazioni, culturali, di volontariato e di promozione sociale, cattoliche e non- cattoliche,esprime soddisfazione  per l’intervento del Commissario dello Stato perla Regione Siciliana relativamente alla dichiarazione di incompatibilità dell’art. 37 della legge regionale di stabilità con l’art. 3 della Costituzione italiana. E’ evidente in tale articolo:
– il difetto di competenza della Regione Sicilia in materia di ordinamento civile
– la discriminazione dei membri della famiglia ex art.29 della Costituzione
– la promozione del precariato familiare presso le giovani coppie, fatta con risorse tolte alle famiglie.
Si tratta di rilievi che gia’ il Forum aveva pubblicamente fatto nella fase di approvazione della finanziaria, rimanendo purtroppo inascoltato dalla maggior parte dei deputati. Non sarebbe invece il caso di porre la famiglia al centro del nostro welfare? O continuiamo a disincentivarla sostenendo vie brevi e disimpegnate alla vita di coppia, con tanti diritti e nessun dovere? Riteniamo  ormai indifferibile per superare l’allarmante crollo demografico in Sicilia (e conseguentemente garantire nuove generazioni di lavoratori e la sostenibilità del welfare futuro) riposizionare la famiglia al centro del sistema sociale, partendo da un’attenzione fiscale per i nuclei con figli e che presentano al loro interno situazioni di fragilità. E ciò anche per fermare il tentativo di una vera e propria rivoluzione antropologica, negatrice delle verità naturali. Auspichiamo che il parlamento Siciliano, prendendo atto dell’incostituzionalita’ di qualsiasi tentativo di inserire nuovi istituti sociali non previsti dalla norma oltre la famiglia naturale, preveda per essa adeguati aiuti normativi e finanziari.

 

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