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Sicilia: dopo anni di commissariamenti, di norme non attuate o disattese tornano le ” ex province”. L’ANCI consiglia

Palazzo Comitini, sede della città metropolita di Palermo
Palazzo Comitini, sede della città metropolita di Palermo

ELEZIONE DIRETTA EX PROVINCE, “NECESSARIO PONDERARE CON MOLTA ATTENZIONE

OGNI DECISIONE IN UN PIÙ AMPIO QUADRO ECONOMICO, FINANZIARIO E NAZIONALE”

“Ricordiamo che questa legislatura si è caratterizzata non solamente per le mancate scelte circa il ruolo e le funzioni dell’Ente intermedio, ma soprattutto per le frequenti modifiche normative e per le tante contraddizioni nell’impianto normativo che definisce l’assetto delle ex province. Per queste ragioni, condividiamo l’appello alla prudenza del Presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, e riteniamo che, a questo punto della legislatura, sia necessario procedere con grande sobrietà attraverso un percorso condiviso e in un’ottica in cui si tenga conto dei rilievi già espressi dallo Stato. E’ anche indispensabile che si affronti il tema del sistema elettorale solamente all’interno di una prospettiva che delinei chiaramente il quadro delle risorse finanziarie, in ragione delle funzioni che dovranno effettivamente svolgere le ex province”.

Lo hanno detto Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale dell’AnciSicilia, che aggiungono: “Dopo anni di commissariamenti, di norme non attuate o disattese e con un quadro finanziario che, per alcuni enti intermedi, non è lontano dal dissesto, non è più tempo per passi falsi e porre il tema del sistema elettorale ha senso solamente se si ha certezza del fatto che città metropolitane e liberi consorzi siano, a differenza di quanto accade oggi, in condizioni di esercitare i compiti istituzionali loro assegnati”.

“Ricordiamo che, – aggiungono Orlando e Alvano –  nelle stesse ore in cui si pensa a ridisegnare, ancora una volta, le norme sulle ex province,  i comuni siciliani, su una serie di problematiche relative a quantificazione e riparto dei trasferimenti regionali, contributo ai lavoratori precari, definizione dei criteri relativi alla riserva del 10% per interventi in favore dei disabili e, su tutte, necessità di rivedere in maniera più razionale i criteri che sovrintendono alla distribuzione delle risorse dell’attuale “Fondo Sperequativo”, si trovano nell’incertezza più assoluta e non vi è, da parte della Regione, chiarezza sui tempi e le modalità con cui si intende procedere”.

“Pertanto, – concludono il presidente e il segretario generale dell’Associazione dei comuni siciliani – ribadiamo l’urgenza che, anche attraverso un’audizione in I e in II commissione, si possa fare chiarezza su alcune norme della Legge di Stabilità 2017 e consentire ai comuni di avere certezza sulle assegnazioni e potere pertanto programmare la spesa”.

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