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Sicilia, all’Ars decade Salvino Caputo

Salvino Caputo, foto internet

Il Presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone ha annunciato in aula il provvedimento deciso dalla Commissione Verifica poteri di dichiarare decaduto il deputato Salvino Caputo, eletto con il Pdl ma di recente passato con Fratelli d’Italia. «Dichiaro l’onorevole Salvino Caputo decaduto di diritto dalla carica a partire dal 21 maggio 2013, giorno in cui è passata in giudicato la sentenza di condanna».

«Dopo la trasmissione della copia della sentenza di Cassazione nei confronti di Caputo, a tal riguardo ho provveduto a convocare la Commissione verifica poteri dopo avere accertato la condanna inflitta ha preso atto che comporta la decadenza di diritto dell’onorevole Salvino Caputo dalla carica di deputato regionale. L’Ars ne prende atto». Caputo è stato condannato in via definitiva per una condanna a un anno e 5 mesi per abuso d’ufficio.

La vicenda risale al 2004, quando Caputo era sindaco di Monreale e si era attivato per cercare di fare annullare alcune multe, che però non furono mai cancellate. In primo grado Caputo era stato condannato a due anni, in appello era caduta l’accusa di «falso» e la pena era stata ridotta.

“A malincuore affermo ‘dura lex sed lex’, ma proprio per rispetto dell’autorevolezza di questo Parlamento dobbiamo fare rispettare la legge fino in fondo. E se è previsto dalla legge che dopo una condanna definitiva il deputato decade, allora non possiamo che rispettare quanto prevede la norma”. Cosi’ il Presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone (Udc) risponde in aula ai deputati che criticano duramente la decisione della Commissione Verifica poteri di dichiarare decaduto il deputato Pdl Salvino Caputo.

“Una vicenda che deve richiamare l’attenzione di noi tutti deputati regionali. C’è un problema che esula dalle prerogative di un parlamentare– dice il capogruppo del Pdl, Nino D’Aseroma riguarda il parlamento intero che ha semplicemente preso atto di una decisione presa da altra istituzione. Ritengo che quelle che sono le condizioni umane e istituzionali debbano essere salvaguardate”. Quindi, D’Asero invita tutto il parlamento siciliano a esprimersi in ogni caso sulla vicenda Caputo, considerandola di fatto non ancora chiusa, anche perché “non è stata consentita replica a Caputo e ciò non mi sembra né legittimo né etico”.

L’on.le Giovanni Di Mauro, presidente del Gruppo del Partito dei Siciliani – MpA all’Assemblea Regionale Siciliana e componente della Commissione verifica poteri afferma: “Oggi abbiamo compiuto l’unico passaggio formale possibile: prendere atto della normativa vigente e dei pronunciamenti di altri soggetti. Né la Commissione né l’Assemblea hanno alcun titolo per entrare nel merito di una decisione si fatto già presa in altre sedi. Sul piano umano c’è ovviamente dispiacere per l’interruzione di un rapporto con un collega parlamentare,  ma è ovvio che il rispetto e l’applicazione delle norme ha priorità su tutto.”

“Dobbiamo capire se siamo un Parlamento con i requisiti stabiliti dallo Statuto o se, col passare degli anni, specialmente questi ultimi, questo Parlamento si sia trasformato in un Consiglio regionale o un Consiglio provinciale”. Con queste parole il Vicepresidente Vicario della Commissione ’Bilancio e Programmazione’ dell’Ars, On. Vincenzo Vinciullo, è intervenuto in Aula. “Mi sarei aspettato – ha continuato Vinciullo – che prima di decidere sulla decadenza sia la Commissione ‘Verifica Poteri’ che l’Aula dessero voce a Salvino Caputo affinché potesse spiegare le sue ragioni ed esercitare il sacrosanto diritto alla sua difesa. Così non è stato. La Commissione ha espletato, frettolosamente, una specie di ‘atto notarile’ avallando e ratificando una sentenza della quale, ad oggi, non si conoscono neanche le motivazioni”.

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