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Sicilia, al via domani “Le notti della memoria”

Nel ventunesimo anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio, tornano a Palermo “Le notti della memoria”, manifestazioni organizzate anche quest’anno dal Comitato Ventitre Maggio, unione di associazioni e liberi cittadini che a distanza di tanti anni chiedono ancora alle Istituzioni e a chi le rappresenta, verità e giustizia.

Si comincia domani alle 19,30 con “Le loro idee camminano sui nostri pedali”, una pedalata in bici con partenza da piazza Castelnuovo ed arrivo al Palazzo di Giustizia, a cura del coordinamento Palermo ciclabile e dell’Asd Ruota Libera. Il percorso prevede alcuni luoghi simbolo della memoria e della lotta alla mafia, per giungere in piazza V.E. Orlando in tempo per partecipare alla catena umana intorno al Palazzo di Giustizia.

Qui a partire dalle 20,30, un concerto dell’orchestra di bambini de “La città invisibile” e, a seguire, “Una fiaccolata per la verità”, una catena di uomini e donne attorno al Tribunale, un abbraccio simbolico al Palazzo di Giustizia, al chiarore delle fiaccole per far idealmente luce sui tanti punti oscuri emersi nelle indagini sulle stragi del ‘92.

La serata si concluderà alle 22,00 nel piazzale della Memoria alle spalle del Palazzo di Giustizia, con un momento dedicato alla riflessione e alla solidarietà ai magistrati impegnati nelle indagini e nei processi che riguardano le stragi e la trattativa Stato-mafia e che in questi giorni stanno vivendo un periodo particolarmente delicato.

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Un Commento

  1. Temo che la memoria sarà ancora una volta offesa, se non si parte dalla memoria che quei due magistrati furono prima isolati e sconfitti, anche dai loro colleghi, prima di tutto dalla procura di Palermo, poi uccisi. Temo che la memoria non sarà tale, se non partirà dalla domanda: perché ci si dimentica dell’inchiesta mafia-appalti, da loro seguita e subito insabbiata dopo la morte di Borsellino? Perché i banchi degli imputati si riempirono di Carabinieri che lavorano con loro, accusati di mafia? Erano due fessi? Erano due collusi (come pure qualcuno sostenne)? O quel che venne dopo, a cura anche della giustizia, fu opera di grande falsificazione?
    Temo che la memoria, come fin qui la si è praticata, sia più simile all’imbroglio che all’oblio.

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