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Sicilia, al Civico di Palermo presentato codice etico, il primo di una PA

Ospedale Civico. Foto Internet

E’ il primo Codice Etico di una pubblica amministrazione siciliana. L’Azienda Ospedaliera Civico di Palermo ha varato una carta in 23 articoli dei diritti e dei doveri morali che esplica e indica le responsabilità etico-sociali di ogni membro dell’organizzazione.

Il codice, presentato stamattina nell’aula “Barbera” dell’Ospedale Civico, definisce regole e valori fondamentali per garantire l’efficacia e la trasparenza del’intera struttura, contiene i principi ispiratori dell’attività, il compendio dei diritti e dei doveri ai quali devono attenersi l’Azienda ospedaliera, i suo dirigenti, i dipendenti, i collaboratori, e tutti i soggetti terzi che hanno rapporti con essa. E’ un mezzo per prevenire comportamenti irresponsabili o illeciti da parte di chi opera in nome e per conto dell’Azienda che, con il codice, ha scelto di conformare la propria azione amministrativa al rispetto dei più moderni standard organizzativi.

Tra le regole enunciate si legge che “ogni dirigente, dipendente e collaboratore deve ispirare la propria condotta professionale ai principi di legalità e trasparenza, e in particolare, ha il dovere di denunciare ai vertici aziendali e all’Autorità giudiziaria ogni condotta finalizzata a fuorviare la legittimità e la legalità dell’operato aziendale, nonché ogni tentativo di imposizione del cosiddetto “pizzo” sotto qualsiasi forma di cui si viene a conoscenza nell’espletamento dell’attività in nome e per conto dell’Azienda”.

In primo piano anche la garanzia della “pubblicità delle operazioni relative allo svolgimento degli appalti per le forniture di beni e servizi” con la previsione “della possibilità di registrazione audio video delle sedute. Massima trasparenza prevista anche sul fronte della “pubblicità delle operazioni relative allo svolgimento di procedure concorsuali per la selezione di personale. Il codice è stato redatto dall’avvocato Nino Caleca in collaborazione con l’avvocato Marcello Montalbano.

Il commissario straordinario, Carmelo Pullara, sottolinea che “un’Azienda come il Civico che si proietta all’eccellenza nel campo dell’assistenza sanitaria, ha bisogno di elevarsi anche all’eccellenza nel campo dell’organizzazione e della trasparenza, diversamente si rischierebbe di portare avanti un lavoro incompleto. Il codice etico è la carta alla quale gli operatori interni e esterni dell’Arnas devono attenersi per svolgere la propria attività attraverso un percorso di legalità senza ombre”.

L’Assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino, ha affermato che intende “proporre l’adozione del codice a tutte le aziende ospedaliere siciliane, il codice costituisce una responsabilità etica e morale alla quale la pubblica amministrazione non può sottrarsi”.

L’Arnas Civico ha anche istituito il Comitato di vigilanza sull’applicazione del Codice Etico. Dura in carica tre anni, ed è rinnovabile una sola volta. Al momento è in fase di formazione. Saranno cinque i componenti: l’avvocato Nino Caleca, il procuratore della Repubblica di Trapani, Marcello Viola, il pubblico ministero della Procura di Palermo, Ennio Petrigni; entrambi hanno dato la loro disponibilità all’incarico, e hanno avanzato la richiesta di autorizzazione alla nomina al Consiglio Superiore della Magistratura.

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