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Sicilia, abusivismo: verso sanatoria selvaggia. M5s lancia appello a Crocetta

Rischio sanatoria selvaggia in Sicilia. Un ordine del giorno al Consiglio comunale di Palermo su un parere del Consiglio di giustizia amministrativa potrebbe rimettere in corsa gran parte delle decine di migliaia di pratiche di sanatoria per abusi commessi nel capoluogo. E da lì il fenomeno potrebbe tracimare in tutta la Sicilia. Anzi, è già successo ad Acireale, dove in questi giorni il sindaco ha dato il via libera alla riapertura di 300 istruttorie.

“Il pericolo – dice Trizzino – è tutt’altro che remoto e porterebbe in direzione diametralmente opposta alla politica di azzeramento del consumo di territorio che va perseguita con feroce determinazione. E’ necessario correre subito ai ripari”.

Per farlo il Movimento 5 Stelle ha messo a punto un disegno di legge che punta a portare subito in aula. Intanto lancia un appello a Crocetta. “La Sicilia – afferma Trizzino – paga un prezzo altissimo in termini di protezione del territorio, a causa di una pianificazione carente, sia sotto il profilo paesaggistico che idrogeologico. Il condono già di per se è un atto ai limiti della legge, ampliarne la portata è a dir poco inaccettabile. Il presidente Crocetta, se davvero vuol essere il rivoluzionario che sostiene di essere, deve allinearsi alla norma nazionale e al dettato della Suprema Corte: “nelle aree con vincoli paesaggistici ed idrogeologici, la sanatoria vale solo per gli interventi minori conformi alla normativa urbanistica e previo parere dell’autorità preposta al vincolo”. Il territorio va protetto e non umiliato.

Il parere del Cga che turba i sonni del Movimento e di tutti gli ambientalisti dell’isola è il risultato del ricorso di un privato al presidente della Regione, che ribalta la normativa vigente sintetizzata in una sentenza della Corte di Cassazione del 2009, che escludeva da sanatoria tutti quegli immobili costruiti ex novo, non solo nelle aree in cui insiste un vincolo di inedificabilità assoluta, ma anche in quelle aree in cui grava un vincolo di inedificabilità relativa. La pronuncia dei giudici cassazionisti ha inoltre precisato che per queste ultime gli unici interventi sanabili sono quelli edilizi di minore rilevanza, quali il restauro, il risanamento conservativo e la manutenzione straordinaria.

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