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Sfiducia a Crocetta, il presidente non teme per il futuro del suo governo

Crocetta. Foto Internet

Il compleanno del governo regionale coincide con l’importante voto che ne segnerà il destino. E’ in corso a Palazzo dei Normanni la seduta per decidere le sorti del governo regionale Crocetta dopo la mozione di sfiducia presentata dal movimento 5 stelle e firmata anche da tre deputati regionali della lista Musumeci e dal parlamentare del Pdl Marco Falcone.

I numeri, anche se appena sufficienti, a conti fatti, dovrebbero rivelarsi a favore dell’attuale presidente.  I voti su cui l’attuale governo può contare sono 46 (compreso quello di Crocetta),  numero minimo per continuare a governare.

Si dichiara contro la mozione l’Udc, come ha affermato al Corriere di Mezzogiorno Lillo Firetto, capogruppo dell’Udc all’Ars, che parlando della mozione di sfiducia dice: «Sembra un atto di provocazione, ma comunque legittimo per chi fa opposizione e sicuramente sui contenuti non si possono fare spallucce».  E aggiunge: «L’Udc voterà contro: mi pare che su questo ci sia compattezza nella maggioranza». Interverrà oggi in aula contro la mozione anche il capogruppo del Pd Baldo Gucciardi.

L’opposizione non sembra ancora aver deciso da che parte andare: il Pdl ha annunciato di riunirsi poco prima della seduta per cercare di dare una linea unica al partito. Per dare una risposta univoca sul sostegno o meno della sfiducia, il partito stava aspettando i risvolti dell’operato del governo. Qualche tempo fa il capogruppo del partito all’Ars Nino D’Asero aveva detto: “Un trimestre di tempo al governo Crocetta per risolvere i problemi urgenti della Sicilia e se le cose resteranno come sono oggi, quello della sfiducia sarà un percorso obbligato”.

Anche il Pid-Grande Sud deciderà oggi stesso dopo aver ascoltato le parole del presidente Crocetta. Mentre si dichiarano liberi, quindi non necessariamente univoci, i voti dei deputati del Pds-Mpa.

Il capogruppo del M5S Giancarlo Cancelleri spiega ulteriormente le motivazioni della mozione a Palermotoday: “Mentre la gente chiede pane il governo risponde con leggi manifesto che non servono a nulla per creare condizioni di lavoro e benessere. Non vogliamo più essere complici di questa impasse governativa. Chi oggi non la voterà in aula avrà gettato la maschera e perderà almeno il diritto di potersi lamentare”.

Pure Crocetta, durante una pausa nella seduta, si è espresso  sul rapporto col Movimento cinque stelle: “Il capogruppo Cancelleri è come una mosca cocchiera. E’ convinto di guidare il bue che sta cavalcando. I grillini sono sicuri di avere un’adesione di un terzo dell’Ars? Il dissenso andava manifestato semmai sugli atti e i provvedimenti.Perché hanno votato a favore delle nostre leggi? Poche leggi? Le leggi mica le fa solo il governo, ci sono anche i parlamentari”.

Il presidente non sembrava fino a ieri temere per il futuro del proprio governo e si è mostrato sicuro del proprio operato: “Sono molto sereno, in questo primo anno di governo so di avere lavorato per il bene della Sicilia e dei siciliani. Il Parlamento è libero di fare le proprie scelte, certo è che se passa l’idea ‘sfascista’ il prezzo per i siciliani sarà altissimo, ma anche per la politica che segnerà l’ennesimo atto di rottura con i cittadini”.

Ornella Caiolo

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