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Serie A, risultati della 24esima giornata

Alessandro Matri calcia senza scarpa e fa goal

La 24° giornata di serie A si apre con la Juventus che, complice il pareggio tra Napoli e Lazio (1-1, Floccari e Campagnaro) di sabato sera, fa il vuoto dietro vincendo in casa contro la Fiorentina (2-0, in gol Vucinic e Matri senza scarpa!) e lascia i partenopei a -5.

Poche emozioni nella gara delle 12.30 tra Parma e Genoa finita a reti bianche con i grifoni che rosicchiano punti per la salvezza visti i pareggi delle altre immediate concorrenti. Solo altre tre vittorie, oltre a quella della Juventus, in una giornata priva di colpi di genio o risultati clamorosi. L’Udinese batte il Torino, gol di Pereyra, l’Inter rinasce e chiude la pratica Chievo nel posticipo (3-1, Cassano, Ranocchia ed il redivivo Milito per i nerazzurri, Rigoni per i clivensi) mentre l’esonero di Zeman non sembra abbia portato qualche scossa ai giallorossi sconfitti malamente sul campo della Sampdoria (3-1) che si allontana dalla zona pericolo. Siena e Palermo (pari interno col Pescara) rimangono appaiate all’ultimo posto in cerca di riscatto.

Pagellone delle squadre

Voto 10 – Juventus. Si può essere juventini, anti-juventini, sportivi o altro ma c’è poco da dire. La squadra di Conte è nettamente la più salda del campionato, dopo un periodo di incertezze – senza mai perdere la vetta – è ritornata a pieno ritmo. Più che convincente la prestazione casalinga contro la Fiorentina guidata da un ottimo Montella che nulla può contro lo strapotere fisico – e non solo – dei ragazzi di Conte.  Solo la Juventus può perdere lo scudetto.

Voto 9 – Sampdoria. Non che sia una vittoria storica, ma quella contro la Roma (la prima di Andreazzoli dopo l’esonero di Zeman) ha una doppia valenza: lasciare alle spalle una classifica pericolosa (ora sono 7 i punti dal Pescara terzultimo) e sconfiggere nettamente una Roma ferita dall’esonero del boemo e con – molto poca – voglia di riscatto.

Voto 8 – Floccari. Nel pari interno contro il Napoli il buon Sergio Floccari fa vedere di che pasta è fatto. Sempre stato in silenzio, non ha mai protestato per una volta in più in panchina, Floccari è un giocatore raro: centravanti vecchia maniera che pensa prima di tutto ad aiutare la squadra ricoprendo posizioni poco consone ad un attaccante, e regge da solo l’attacco biancoceleste con un senso tattico che farebbe invidia a qualsiasi allenatore. Il suo problema è sempre stato il gol: troppo pochi. Contro il Napoli un gol ed un palo interno clamoroso (del possibile 2-0). Con Klose out è lui la punta della Lazio. C’era proprio bisogno dell’acquisto dell’anonimo Saha?

Voto 7 – Inter/ Stramaccioni. Torna l’Inter. Almeno per una giornata. Stramaccioni presenta il tridente delle meraviglie con Cassano, Palacio e un ritrovato Milito, manco a dirlo a rete: dopo il gran gol di Cassano (leggerezza di Puggioni) i nerazzurri sono vittima del solito black-out subendo il pareggio di Rigoni in una maniera a dir poco imbarazzante. Cross dalla trequarti di Jokic e Rigoni totalmente solo insacca di testa. La reazione interista non si fa attendere e dopo una fase di possesso e di pressing trovano il gol del vantaggio con un imperioso stacco di testa di Andrea Ranocchia che mette la palla al sette. Nel secondo tempo il copione rimane invariato e Milito, abile in area a sfruttare un indecisione di Dainelli, batte l’estremo difensore del Chievo ritornando al gol e dando la vittoria all’Inter.

Voto 6 -Udinese/ Guidolin. Come da tradizione la “volpe” Francesco Guidolin porta a casa una partita molto ostica giocata su buoni ritmi contro l’ottimo Torino di Ventura. Il gol friulano porta la firma di Pereyra che, a porta vuota, insacca dopo una parata di Gillet su un ottimo tiro da fuori del solito Di Natale.

Voto5 – Pareggio. Sei pareggi su dieci partite sono sintomo – in qualche caso – di paura. Le ultime sette squadre in classifica pareggiano tutte. E’ il caso per esempio di molti scontri diretti per la retrocessione (Palermo – Pescara 1-1, Bologna – Siena 1-1) o squadre impegnate nella lotta per la salvezza  come il Cagliari – ottimo pareggio interno contro il Milan –  il Genoa, che prende un preziosissimo punto a Parma, e l’Atalanta che pareggia contro il Catania.

Voto 4 – Viviano. Il portiere della Fiorentina, tornato titolare, è stato protagonista di un gesto spiacevole quanto insensato. Borja Valero, sotto la curva toscana, va a salutare i tifosi dopo aver scambiato la maglia con Pirlo (che ha sulla spalla). Viviano prende la maglia, la getta a terra e la calpesta, “…solo per evitare che il suo compagno si presenti sotto la curva dei tifosi viola con una maglia bianconera. Quest’ultima resta a terra e poi verrà raccolta e recuperata dallo stesso Borja Valero”. Una spiegazione non molto convincente, guardando le immagini.

Voto 3 – Roma. L’esonero di Zeman, come prevedibile, non è servito. Il povero Andreazzoli non ha colpa ma la Roma di ieri non esiste, non gioca. La Champions è un miraggio e bisognerebbe sfruttare al meglio l’organigramma capitolino. Zeman è un allenatore atipico, che piaccia o meno. Bisogna farlo lavorare; è vero è capace di perder in casa contro il Bologna dopo che si trovava avanti per 2-0 ma è anche capace di battere il Milan 4-1. Come se non si sapesse quale fosse il gioco del boemo…Sabatini vuole per caso vincere lo scudetto? E poi la Roma divertiva. Come il Pescara l’anno scorso. Come il Foggia dei primi anni novanta. Come Zeman.

Voto2 – Delio Rossi. Tra le cinque dita a disposizione in una mano il buon caro vecchio Delio Rossi, uscito allo scoperto dopo il pugno a Liaijc, sceglie di mostrare proprio il medio al difensore della Roma Burdisso. “Totti e De Rossi sanno cosa è successo e loro non c’entrano. Io reagisco solo se sono provocato, e questo è successo. Burdisso mi ha provocato” spiega il tecnico ai microfoni di Stadio Sprint. Tornata la calma, Rossi è stato espulso. Sarà stato provocato, non c’è dubbio, i giovani devono portargli rispetto, i giocatori guadagnano più di lui. Tutto corretto. Ma, Delio, perchè fai queste cose?

Voto 0 – Silvio Berlusconi. Leader politico, anzi no, presidente del Milan, anzi no. Il Cavaliere dopo aver infelicemente dedicato una battuta ad una promoter della Green Power di Milano, si scaglia in maniera poco elegante contro il suo tecnico Massimiliano Allegri sfoderando un “No el capisse un casso” in Veneto, chiudendo il discorso su Barcellona – Milan, prossima partita di Champions League. Stranamente ha poi rimangiato tutto, come ha fatto per Balotelli (“E’ una mela marcia”), come ha fatto con Monti, come ha fatto con l’IMU e come farà tante e tante altre volte. Della serie “presidente a tutto campo”: parlare male o parlare bene di lui ma basta che se ne parli. Siamo in campagna elettorale. Quello che “No el capisse un casso” di sicuro non è Allegri, ma nemmeno Berlusconi.

Risultati 24° giornata

Juventus – Fiorentina 2-0  – 20′ Vucinic, 41′ Matri

Lazio – Napoli 1-1  – 11′ Floccari (L) , 87′ Campagnaro (N)

Parma – Genoa 0-0

Atalanta – Catania o-o

Bologna – Siena 1-1  – 33′ Emeghara (S)  , 41′ Kone (B)

Cagliari – Milan 1-1  – 45′ Ibarbo (C), 82′ (rig.) Balotelli (M)

Palermo – Pescara 1-1  – 73′ Bjarnason (PE), 80′ Fabbrini (PA)

Sampdoria – Roma 3-1   – 56′ Estigarribia (S), 73′ Sansone (S), 75′ Lamela (R), 77′ Icardi (S)

Udinese – Torino 1-0   – 7′ Pereyra

Inter – Chievo Verona 3-1   – 2′ Cassano (I), 21′ Rigoni (CV), 26′ Ranocchia (I), 50′ Milito (I)

 Simone Giuffrida

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