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Serie A 34′ giornata. Balzo Palermo, crac Zanetti. Juve, scudetto a un punto

Lamela e Osvaldo della Roma (foto internet)

Derby in cassaforte e scudetto ad un solo punto. La Juventus, non senza fatica, vince anche il derby contro il Torino (2-0) e aspetta la settimana prossima per festeggiare il suo 29° scudetto ( o 31 ‘sul campo’) quando ospiterà il redivivo Palermo di Sannino, vittorioso ieri contro l’inguardabile e sfortunata Inter di Stramaccioni.

Vincono tutte le prime sei squadre della classifica mentre in coda cadono Siena e Pescara (abruzzesi praticamente in B) mentre continuano a far sperare i tifosi le vittorie di Palermo e Genoa.

 

(giocata sabato) Atalanta – Bologna  1-1  (67′ Giorgi (A), 76′ Gilardino (B)  ) –  Pareggio nell’anticipo di sabato tra due squadre che si trovano in una tranquilla posizione in classifica. I gol nel secondo tempo: apre Giorgi, abile a depositare in rete dopo una smanacciata insicura di Curci, pareggia Gilardino che elude la difesa orobica con un anticipo dei suoi che sorprende Consigli.

(giocata sabato) Cagliari – Udinese  0-1  (56′ Pereyra) – L’Udinese vince e fa un balzo in avanti superando Inter e Lazio. Decide Pereyra nella seconda frazione di gioco dopo un rimpallo in area sarda. Espluso Pinilla nel finale.

(giocata sabato) Pescara – Napoli  0-3  (46′ Inler. 58′ Pandev, 81′ Dzemaili) – Il Napoli vince a Pescara, probabilmente condannandolo alla serie B, e mantiene il secondo posto in classifica. Apre Inler a fine primo tempo con un tiro da fuori deviato da Capuano che spiazza Pelizzoli. Il Pescara, che ben aveva cominciato la gara, va via via spegnendosi ed il Napoli trova il raddoppio con Pandev, che agira la difesa abruzzese dopo un passaggio di Maggio; chiude il rinato Dzemaili con una botta terrificante dalla distanza.

Chievo – Genoa  0-1  (73′ Borriello) – Il Genoa vince una delle gare più importanti della sua storia in casa di un Chievo mai domo ma relativamente tranquillo in classifica. I grifoni, per effetto della vittoria del Palermo, ad oggi sarebbero retrocessi ma il calendario pende dalla loro parte: nella prossima giornata ospiteranno un Pescara mentalmente retrocesso mentre il Palermo sarà ospite della Juventus a cui basta un punto per festeggiare – in casa – lo scudetto.

Palermo – Inter 1-0 (10′ Ilicic) – Grande balzo in avanti per i siciliani che, con merito, vincono contro un’Inter inguardabile. Parte forte il Palermo con Ilicic e Miccoli in giornata di grazia: dopo 10 minuti è proprio lo sloveno (esaltante il suo finale di stagione) a trovare il gol-partita spiazzando Handanovic dopo un assist di capitan Miccoli che sfrutta un’imbarazzante indecisione dell’ex Silvestre che ancora quest’anno non si è mai nemmeno avvicinato alla sufficienza. L’Inter non tira in porta. Mai. Rocchi è un’ombra, troppo isolata, che tocca il suo primo pallone allo scadere. Il secondo tempo è degno di un’amichevole estiva tra squadre dilettanti con il Palermo, stanco, che amministra senza alcun tipo di difficoltà la partita ed un’Inter senza identità. La sfortuna accompagna i nerazzurri: rottura del tendine d’achille per il capitano Javier Zanetti alla presenza numero 1101 con la maglia dell’Inter (quarto nella classifica dei calciatori con maggiori partite all’attivo, dopo Shilton, Robero Carlos e Clamence). Dai sei agli otto mesi di stop per Zanetti, al suo primo infortunio serio. Tornerà per stabilire l’ennesimo record.

Parma – Lazio  0-0 – Partita dal risultato già scritto, a Palermo si direbbe “pasta con le sarde” – espressione siciliana per definire una gara senza infamia e senza lode con due squadre che hanno poco da chiedere e pensano, prima di tutto, a non farsi del male.

Roma – Siena  4-0 (14′, 41′, 67′ Osvaldo, 16′ Lamela) – Una Roma “zemaniana” asfalta un’inesistente Siena mettendolo nei guai. Osvaldo (nella foto) autentico mattatore con tre gol. Il centravanti oriundo apre dopo 14 minuti chiudendo un bellissimo triangolo con Lamela (nella foto) che, due minuti dopo, raddoppia con un tiro a volo dopo un passaggio di prima di Totti che fa venire la pelle d’oca a tutto lo stadio. Il Siena non esiste e, dopo un palo clamoroso, Osvaldo firma la sua personale doppietta: Angelo perde goffamente la palla dentro la propria area di rigore, Florenzi ne approfitta e serve il centravanti che batte Pegolo sul primo palo. Nel secondo tempo Osvaldo corona la sua prestazione con la conclusiva tripletta segnando a porta vuota dopo un tiro di Totti respinto dall’estremo difensore senese.

Sampdoria- Fiorentina  0-3 (36′ Cuadrado, 41′ Ljajic, 73′ Aquilani) – La Fiorentina crede ai preliminari di Champions League. E si vede. Prestazione sontuosa della squadra di Montella che, adesso, sembra essere tra le squadre più in forma del campionato. Apre Cuadrado con un potente e preciso destro da lontano, raddoppia Ljajic con un tiro angolato in mischia. Nel secondo tempo Aquilani chiude la pratica.

Torino – Juventus  0-2 (87′ Vidal, 92′ Marchisio) – Un derby molto sentito e vinto dalla squadra più forte. Ma i campioni d’Italia in carica (e anche i prossimi) non hanno avuto vita facile, sbloccando la gara solamente a tre minuti dalla fine. Un Torino mai domo non si è arreso alle offensive bianconere, anzi ha tentato più volte l’affondo con il solito Cerci (che non è Robben, intendiamoci. Un saluto a Maurizio Pistocchi) e grazie alle trame organizzate dal geniale Gianpiero Ventura, cui spetterebbe – per lo meno ad honorem – la direzione tecnica di una grande squadra. La Juventus ha fatto il suo, rischiando poco e colpendo nel finale grazie ai migliori centrocampisti del campionato: all’87’ segna Vidal, tiro angolato da fuori, raddoppia allo scadere Marchisio sotto porta. Lo scudetto è ad un solo punto, domenica prossima Juventus – Palermo.

Milan – Catania  4-2  (30′ Legrottaglie (C), 45′ Flamini (M), 65′ Bergessio (C), 74′, 77′ Pazzini (M), 92′ Balotelli rig. (M) ) – Partita ‘Pazza’. Il Milan vince grazie alla doppietta del suo centravanti subentrato a Nocerino nella ripresa che capovolge le sorti della gara. Dopo il vantaggio di Legrottaglie (di testa) al primo tiro in porta degli etnei, Flamini trova il pareggio allo scadere della prima frazione di gioco, interamente dominata dai rossoneri. È però il Catania a passare in vantaggio: il Milan attacca senza sosta ma paga a caro prezzo la pecca di avere una difesa troppo penetrabile. Disastroso allineamento difensivo che permette a Bergessio una progressione in solitario conclusa con uno splendido tocco sotto che elude Amelia. Entra Pazzini ed il Milan vince. Dapprima il Pazzo pareggia dopo una respinta di Frison su tiro di Balotelli, poi raddoppia (sempre a porta sguarnita) dopo un tiro di El Shaarawy. Il Catania sfiora il pareggio ma è il Milan stavolta a segnare meritatamente. Balotelli trasforma un rigore assegnato dall’arbitro Massa per fallo di Izco sullo stesso italo-ghanese che trasforma spiazzando Frison. Milan sempre terzo, un punto sopra la Fiorentina.

 

Simone Giuffrida

 

 

 

 

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