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Senato, sì al ddl anticorruzione. Severino: “Ora le liste pulite”

Il ministro Cancellieri

Passa al Senato il disegno di legge Anticorruzione con 228 sì , 33 no (Lega e Idv) e due astenuti dopo oltre un anno di ‘gestazione’ in Parlamento. Quello di ieri non è stato il voto definitivo, ma quello decisivo sì, dal momento che il ddl arriva ora alla Camera dove sarà approvato senza alcun cambiamento rispetto al testo licenziato da palazzo Madama.

Si tratta, in termini di consensi, di una fiducia non piena se si parte dai 281 sì al momento dell’insediamento del governo il 17 novembre 2011.

Intervenendo in Aula, il ministro della Giustizia, Paola Severino, ha detto che «questa è una legge forte ed equilibrata di cui l’Italia può dirsi orgogliosa. Perché, per la prima volta, si affronta in modo adeguato il problema della corruzione con la finalità di prevenirla e reprimerla, al contrario – ha osservato il Guardasigilli – di quanto accaduto all’indomani di Mani pulite quando la politica cercò invece di rallentare l’azione della magistratura».

E questo, ha sottolineato l’avvocato Severino, «viene detto da una persona che di quei processi se ne intende». Riferendosi alle critiche di cui è stato fatto oggetto il ddl, il ministro della Giustizia ha aggiunto: «Nessuno potrà dire che il provvedimento è il risultato di inciuci. Non è vero che non abbiamo costruito nulla e fare i grilli parlanti è uno sport molto diffuso. Anche io – dice ancora Paola Severino – appartenevo a questa categoria, ma bisogna passare qui dentro per capire la fatica che c’è dietro a ogni provvedimento».

Ora, assicura, il governo si darà da fare con la delega per rendere subito applicabili le norme su incandidabilità e incompatibilità per i condannati e per avere finalmente delle ‘liste pulite’.

La fiducia era stata annunciata dall’ok del segretario del partito berlusconiano Angelino Alfano: ”Sono molto contento che il governo abbia scelto di porre la fiducia al ddl anticorruzione. Ritengo sia una scelta giusta per accelerare i tempi”.

Antonio Di Pietro aveva annunciato il voto contro dell’Idv perché si tratta di un testo “pro-corruzione”, ha scritto sul suo blog.

L’atteggiamento del Pd è riassunto nelle parole del senatore-ex magistrato Felice Casson: “Meglio poco che niente. E la responsabilità è di una parte della maggioranza”.

Mentre la Lega nord aveva fatto sapere: “Sì al decreto, no alla fiducia”.

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