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Senato, Il decreto Ilva diventa legge

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Esattamente da quando si è iniziato a parlare della disastrosa situazione dell’Ilva è sempre apparso necessario, per poter risolvere le sorti dell’azienda, dei suoi dipendenti e dell’ambiente, l’intervento del Governo.

Mentre gli operai dell’industria oggi protestavano, come fanno ormai da otto giorni, sul Camino E312 e sull’altoforno 5, è finalmente arrivata una buona notizia: la proposta di legge sull’ Ilva è stata approvata dal Senato.

Il decreto sulle disposizioni urgenti è stato accettato con 247 sì e 20 no. La legge dispone che siano stanziate le risorse previste dal protocollo d’intesa del 26 luglio a favore della riqualificazione ambientale, pari a un importo complessivo di 336 milioni di euro: 329 pubblici e 7,2 privati, di questi 119 milioni vanno alle bonifiche, 187 milioni per interventi portuali e 30 milioni per il rilancio industriale per investimenti produttivi caratterizzati da un elevato livello tecnologico.

Il senatore del Pd, Salvatore Tomaselli, subito dopo l’approvazione del decreto, ha dichiarato: “Nella tormentata e complessa vicenda dell’Ilva di Taranto, il decreto oggi convertito in legge rappresenta una prima risposta che governo e Parlamento hanno messo a disposizione nei confronti di una città che ha pagato un tributo altissimo a scelte di un’altra fase della nostra storia industriale, ma facendo al contempo fronte a una emergenza nazionale di straordinaria gravità. Tocca ora all’azienda, però, al pari di quanto hanno fatto finora governo, magistratura e istituzioni locali, fare fino in fondo la propria parte realizzando non più rinviabili investimenti tecnologici per soddisfare le condizioni perché l’Ilva possa continuare a produrre in sicurezza”.

Ovviamente i voti contrari che il decreto ha avuto sono dei rappresentanti della Lega Nord che già da diversi giorni avevano affermato che, essendo l’Ilva un’azienda privata, non capivano perché lo Stato dovesse intervenire. La notizia dell’approvazione della nuova legge ha naturalmente messo fine, per il momento, alle proteste dei lavoratori e dei cittadini tarantini.

Valentina Molinero

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