Scuola & Università

Scuola pubblica: 12.000 posti in palio

Foto Internet

Sarà pubblicato oggi, martedì 25 Settembre, il bando di concorso della scuola sulla Gazzetta Ufficiale, in virtù del quale saranno assegnati circa 12 mila posti da insegnante.

Nonostante l’imminente uscita del bando, le polemiche attorno al concorso non accennano a placarsi. Il Ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, ha così motivato la scelta del Consiglio dei Ministri di indire il concorso, a tredici anni dall’ultimo: “Dobbiamo portare insegnanti giovani nelle scuola e questo può essere possibile solo attraverso i bandi pubblici. Non ci saranno mai più graduatorie, da ora in avanti. Il numero dei vincitori sarà rigorosamente pari al numero dei posti disponibili. Per chi non passerà il concorso ci sarà la possibilità di riprovarci dopo appena due anni. Lo scopo è quello di svuotare la graduatoria esistente”.

Dall’altra parte, invece, si è scatenata la polemica dei sindacati e dei precari. Sono circa 180 mila, infatti, quelli che nel ’99 hanno vinto il concorso e che riceveranno incarichi solo per 22 mila posti. I restanti saranno costretti a concorrere nuovamente per un posto che invece spetta loro di diritto, per il quale sono già risultati idonei. Docenti, precari, che hanno consentito grazie a immani sacrifici, il corretto e regolare svolgimento dell’attività formativa negli ultimi vent’anni e che adesso rischiano seriamente di trovarsi in mezzo a una strada. A questo concorso non possono inoltre partecipare né i giovani laureati, né coloro che frequenteranno il Tirocinio Formativo Attivo (Tfa) dopo avere pagato, in certi casi, fino a 3 mila euro.

Dalla loro parte si sono schierati i sindacati, che hanno preso una dura posizione nei confronti del Ministro Profumo e della scelta di indire il concorso. Con un appello ai capigruppo parlamentari di Camera e Senato, il segretario nazionale della FLC CGIL Domenico Pantaleo, ha chiesto di “bloccare un inutile e costoso concorso”, aggiungendo la richiesta di “salvaguardare la qualità della scuola pubblica, anche attraverso la stabilizzazione di tutto l’organico che ogni anno serve al regolare funzionamento, per mettere poi in campo un piano di investimenti che restituisca dignità di obiettivi alla scuola pubblica e consegni speranze anche ai giovani che vogliono impegnarsi nella docenza”. Lo stesso Pantaleo ha infine annunciato che la FLC CGIL è pronta ad un rimedio estremo: “Aspetteremo il bando e, una volta definite le procedure, valuteremo anche tutte le azioni legali per contrastare questo concorso”.

Precari e sindacati, intanto, sono scesi in piazza Sabato 22 Settembre a Roma per una manifestazione, alla quale hanno preso parte 5 mila partecipanti. Il corteo è partito da Piazza dell’Esquilino per poi concludersi a Piazza Bocca della Verità. Manifestazioni analoghe si sono tenute anche a Varese e Venezia.

Tra i tanti spunti di polemica c’è quello dei costi. In merito, si è assistito a un botta e risposta tra lo stesso Ministro dell’Istruzione e Pierfelice Zazzera, membro della Commissione Cultura di Italia dei Valori che, nel definire anch’egli ‘inutile’ il concorso, ha quantificato in 130 milioni di euro la cifra che lo svolgimento dello stesso richiederebbe. La risposta di Profumo non si è fatta attendere: “Il costo complessivo per l’organizzazione del concorso sarà di 1 milione di euro. Se realmente il concorso costasse 130 milioni di euro si tratterebbe di 1’000 euro a persona, quindi vorrei che tornassimo alla normalità”.

Proprio IdV, ieri (24 settembre, ndr) ha lanciato un ultimo appello al Ministro Profumo, attraverso un comunicato, chiedendo al Governo di “ragionare secondo buon senso, sospendendo l’inutile concorso. Italia dei Valori ha anche specificato di condividere le dichiarazioni del segretario di FLC Pantaleo e di essere pronta ad azioni legali.

Solidale con i docenti precari anche Sinistra Ecologia e Libertà, che attraverso una nota ha denunciato come sia “ingiusto sottoporre ad ulteriori  selezioni  docenti che hanno già superato percorsi post laurea e che da anni sono utilizzati per garantire il regolare funzionamento della scuola, con incarichi a tempo determinato su posti vacanti”, denunciando anche come “i posti a disposizione siano addirittura inferiori ai bisogni effettivi della scuola, già tramortita dai tagli inferti dalla Gelmini”.

Secondo Marcello Pacifico, Presidente dell’ANIEF, “Questo concorso è umiliante. Il Ministro Profumo continua a dire che si tratta di un’opportunità per tutti coloro che si trovano in fondo alle graduatorie. Questa ennesima selezione non serve a nulla. Questi soldi si potevano spendere per mettere in ruolo 100mila precari, di cui 60mila docenti e 40mila Ata, che continuano ad essere assunti su posti liberi con contratti a termine. I precari vogliono aspettare il proprio turno, non cercare di sgambettarsi a vicenda per passare avanti”, ha poi concluso, in una nota.
Insomma, la sensazione è che, anche dopo la pubblicazione del bando, il clima resterà di quelli tesi.

Paolo Guagliardito

Tags
Moltra altro

Articoli Correlati

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.