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Scirocco e piromani: la Sicilia è in fiamme

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Brucia la Sicilia in questo fine settembre afoso. Complice lo scirocco e la mano dei piromani, vaste aree delle Madonie e dei Nebrodi sono andate in fumo e dai bollettini, in continuo aggiornamento, sembrerebbe che non sia ancora finita.

Sulle Madonie le zone più colpite sono Cefalù, dove sono stati inceneriti più di 1500 ettari di boschi. Qui il sindaco, Rosario Lapunzina, superata l’emergenza, ha annunciato, al fine di evitare il ripetersi di una situazione del genere, la realizzazione di una mappatura delle terre, costringendo i proprietari a porre in essere la dovuta manutenzione o a pagarne le spese.

Anche il territorio di San Mauro Castelverde, fino al confine con il Comune di Tusa, è stato duramente colpito dalle fiamme dove si è sfiorata la tragedia a causa delle abitazioni e dei villaggi turistici presenti nell’area interessata. Per poter avere la meglio sull’incendio si è dovuto mettere in campo un dispiegamento di forze impressionante; oltre ai più quattro canadair, che bombardavano d’acqua la zona, a terra è stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco di S. Agata Militello, Santo Stefano e Cefalù, a cui si sono aggiunti gli uomini della Protezione Civile di diverse comunità dell’Hinterland.

I danni e i pericoli maggiori, però, si sono avuti sui Nebrodi. Non c’è stato qui un Comune che non abbia avuto il proprio territorio straziato dai roghi, con numerose evacuazioni dei centri abitati o delle contrade. Su tutti citiamo Pettineo dove i cittadini hanno vissuto momenti di terrore con le fiamme che circondavano il Paese, così come a Longi e Castel di Tusa (frazione del Comune di Tusa) dove le fiamme hanno lambito la rete ferroviaria obbligando le autorità alla chiusura della tratta Messina-Palermo per circa tre ore.

Intanto, sono stati fermati tre presunti responsabili degli incendi. Nella rete dei militari della Compagnia di Mistretta, coadiuvati dai colleghi della Compagnia Carabinieri di Cefalù ed il personale del Distaccamento del Corpo Forestale della Regione Siciliana di Tusa, sono finiti Mauro Manzone, palermitano di 39 anni, allevatore; Claudio Mazzone, 66 anni, di San Mauro Castelverde, pensionato; e Francesco Ciolino, 40 anni, di Pollina, trattorista, tutti residenti a Cefalù. Ai tr, il Gip, ha confermato il fermo e disposto l’obbligo di firma.

A Montalbano Elicona, invece, è stato arrestato il pastore 45enne, Roberto Stravalaci, che ha ammesso le proprie responsabilità giustificando il gesto con la necessità di ampliare le zone adibite a pascolo.

Marcello Russo

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