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Scandalo Regione Lazio, la “verità” di Franco Fiorito

Fiorito ospite a Porta a Porta (fonte internet)

Un governo regionale in tumulto, un tutti contro tutti penoso, che sigla senza dubbio la fine di un partito, se non ancora a livello nazionale, sicuramente locale. Il Pdl, nel Lazio, dopo lo scandalo che sta travolgendo in prima persona il capogruppo in Regione Franco Fiorito, è ormai a pezzi.

Ma andiamo con ordine. Negli scorsi mesi la Banca d’Italia ha segnalato alla Guardia di Finanza una strana serie di passaggi di denaro che coinvolgevano il gruppo consigliare regionale del Pdl. Un via vai di migliaia di euro ogni volta sui due conti aperti nella filiale UniCredit della Pisana, il palazzo che a Roma ospita l’aula del consiglio della Regione Lazio. In due anni, tra il 2010 e il 2011, i due conti vengono svuotati per circa 7 milioni di euro.

Da quel momento le indagini partono, si approfondiscono, e stringono il cerchio inevitabilmente intorno al capogruppo del Pdl Franco Fiorito, nato e vissuto ad Anagni, cittadina laziale che con i suoi voti l’ha portato fino ai vertici della politica locale. Data la sua carica, è lui che gestisce le finanze del partito: distribuisce i rimborsi per le campagne elettorali, paga le fatture, risponde alle richieste dei consiglieri. A tutte, però. Anche a quelle per cene, book fotografici (la consigliera Veronica Cappellaro spese oltre 1000 euro), feste private (ormai nota quella in stile romano del consigliere De Romanis), vacanze, automobili, perfino spese al supermercato.

Fiorito, soprannominato “Er Batman” per una ridicola e ormai mitologica caduta in moto da fermo, autoproclamatosi “Er Federale” visto il suo potere nella cittadina natìa, è però anche accusato di peculato per aver trasferito quasi 800 mila euro dai conti del Pdl ai suoi. Ne ha 5 in Spagna (“ho vissuto a Tenerife”) e 7 in Italia. È proprietario di otto immobili, tra cui una villa a San Felice Circeo, sul litorale sud del Lazio e due automobili: un suv da 88 mila euro e una Smart da 16 mila, acquistate coi soldi del Pdl nonostante la disponibilità di un’autoblu.

Insomma, non una storia nuova: è successo con Lusi, tesoriere della Margherita e con Belsito, tesoriere della Lega Nord. Ma Franco Fiorito, che la lezione probabilmente l’ha imparata bene (“a 3 anni leggeva già Topolino”, ha detto la madre al Corriere della Sera), quando mercoledì s’è presentato davanti ai pubblici ministeri aveva con sé 2 scatoloni pieni di documenti: ricevute, fatture, mail e lettere. “Sono le richieste asfissianti dei consiglieri”, ha detto ai suoi accusatori. Insomma, attaccare quando si è attaccati. “Er Federale” giura di non aver mai fatto nulla di illegale: “Lo so che guadagnamo troppo, ma la legge ce lo permette”. E punta il dito su 8 colleghi di partito, rei per il “boss” di Anagni di essersi fatti “nuovi” coi soldi del Pdl chiesti a lui. Tra questi, come detto, la Cappellaro ma anche Bernaudo e Miele.

E una frecciatina indiretta all’ex Ministro Giorgia Meloni: “La sorella è dipendente del gruppo consigliare, guadagna 2 mila 500 euro al mese ma sono 5 mesi che non la vedo in ufficio, è sempre in servizio esterno”. In tutto questo, la governatrice Renata Polverini, che da tre giorni minaccia le dimissioni senza averle ancora presentate, come sarebbe doveroso, viene tirata per la giacchetta dai colonnelli del Pdl.

Per Alfano e La Russa non c’è motivo che se ne vada, Berlusconi l’ha pregata di non mollare per non sfaldare il partito (della serie: chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati). Lei, è evidente, non sa più cosa fare: per due anni ha evidentemente fatto finta di non sapere, forte del fatto che il Pdl non è casa sua. Ma la misura è colma: in un anno sono venuti a galla una lunga serie di scandali, legati ad un malcostume che sta divorando l’intero sistema politico italiano.

Tangentopoli, ormai, assume le tinte di una marachella da bambini in confronto alla sporcizia di questi giorni. Quanti Fiorito esistono? Tanti. E dietro ogni Fiorito vivacchia una schiera di omuncoli affamati, che rosicchiano le croste gettate a terra dai capibastone di turno, dai signorotti panciuti avvolti come salami nei gessati di cattivo gusto coi quali ogni cinque anni, sorridenti e tronfi, si presentano alla porta degli elettori elemosinando un voto. Ma la politica è questa? Le ostriche nel ristorante a cinque stelle (no, Grillo stavolta non c’entra), la festa a base di champagne, la villetta al mare? Ci vogliono davvero far rimpiangere i tempi descritti dal bianco e nero di Peppone e Don Camillo?

Valerio Valeri

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5 commenti

  1. Mi piacerebbe molto che per una volta questo genere di “storia” non entri nel dimenticatoio collettivo.
    Purtroppo chi si trova nella casta ci sta per colpa nostra, che a noi piaccia o no.
    Ho 24 anni, e ho più che sole speranze per il futuro. Ho rabbia, passione, voglia di creare un nuovo modello di convivenza e di espressione.
    Siccome solo noi possiamo rendere realtà i nostri sogni, allora uniamoci e con tutta l’aria che abbiamo in corpo gridiamo i nostri diritti e la nostra volontà in faccia a tutti coloro che hanno “mangiato” e continuano a mangiare lasciandoci solo le briciole.
    Il mondo è nostro e queste persone meritano pene esemplari che rimangano nella memoria di chiunque. La mia Italia, quella che sogno, non è tutta un magna magna.
    E’ ora di fare pulizia e di mandare a casa tutti coloro che sono palesemente ladri.
    Liberiamoci!

  2. Questa specie di essere umano è informato bene e sa che la sua storia finirà presto e che non gli accadrà nulla.
    I nostri politici conoscono bene come funziona la giustizia Italiana, pure perché se la sono costruita su misura, e quindi fottere il prossimo rende tanti quattrini e nella peggiore delle ipotesi, se la giustizia dovesse avere seguito, potrebbe accadere di farsi qualche mesuccio di arresti domiciliari nelle loro stratosferiche ville, con il confort giusto e tante ma proprio tante donne a pagamento! W lo Stato Italiano e W la giustizia italiana.

  3. Andy, Fiorito ha detto tante di quelle cose per potersi difendere e spostare l’attenzione, che le puntualizzazioni dovrebbero essere decine e chissà quante falsità ancora emergeranno. Vale per la Meloni, ma potrebbe valere per Mieli e per altri. Il pezzo è un quadro della situazione e della persona. Grazie comunque per la precisazione e per il commento 🙂

  4. dovresti puntualizzare sulla Meloni che non c’entra niente, e che le storie su sua sorella sono bugie, come ha ampiamente dimostrato. In questo caso i “ragli” di fiorito non sono arrivati al cielo.

  5. “Er Batman aveva 8 immobili”. E pensare che invece Bruce Wayne si accontentava di una batcaverna e della sua dimora.

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