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Sbarco 860 immigrati a Palermo, accolti nei centri Caritas di Palermo e Monreale. “C’è bisogno di altri volontari”

Accolti come sempre con panini, acqua e scarpe tutti gli 860 migranti (eritrei, siriani, etiopi e sudanesi) giunti alle 12 nel porto di Palermo a bordo della nave militare tedesca. Attiva subito come sempre la task force guidata dalla prefettura con Caritas, Crocerossa, Protezione Civile, Asp e Comune. Circa 400 andranno in strutture temporanee messe a disposizione dalla Caritas di Palermo e Monreale.

In particolare, 150 andranno nel centro Santa Rosalia, altri 150 nella casa diocesana di Giacalone, 60 nel centro di Ciminna, 100 presso l’Opera Pia della Caritas di Monreale. Si tratta sempre di strutture dove potere lavarsi, cambiarsi e riposare per qualche giorno in attesa che le autorità dispongano il trasferimento in altri centri d’Italia.  Tutti gli altri invece verranno direttamente trasferiti con i pulman rispettivamente in altre regini del nord Italia.

Già da sabato sera oltre 30 sono stati finora i volontari impegnati tra i locali della chiesa del Santo Curato d’Ars di Falsomiele (postazione Caritas) che oggi dentro al porto per organizzare la macchina della solidarietà della Caritas.

Alle 5 di ieri mattina è arrivato il pane per preparare oltre 900 pasti. Tra i volontari ci sono interi nuclei familiari come quello della famiglia Scarpaci di madre, padre e due figli.

“Questa esperienza mi sta dando davvero molto – racconta Giacomo Scarpaci il capofamiglia di 60 anni -. Potere metterci al servizio di chi ha meno di noi ci fa stare bene e ci fa capire quanto bisogno c’è. I bambini sono quelli che mi emozionano di più. Ricordo nello scorso sbarco il volto molto espressivo un bimbo down di una famiglia numerosa africana. Anche le donne hanno uno sguardo da cui traspare non soltanto la stanchezza ma anche le condizioni disperate da cui provengono”.

“Continuiamo grazie ai nostri volontari – sottolinea p. Sergio Mattaliano, direttore della Caritas – che non si sono mai fermati. L’appello in queste ore va a tutte le parrocchie della diocesi affinchè possano mettersi in contatto con noi per portare anche altri volontari in modo da dare il cambio e sostituire, nei prossimi giorni e anche nei futuri sbarchi, i nostri volontari”.

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