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Sbarcati 529 migranti a Palermo, la Caritas accoglie 15 profughi familiari delle vittime

foto archivio

Sono sbarcati al molo Punto del porto di Palermo 529 migranti, tratti in salvo in diverse operazioni di soccorso condotte nel Canale di Sicilia. I profughi sono giunti a bordo di una nave di “Medici senza frontiere”. Si tratta di 494 uomini, 32 donne , di cui 4 in gravidanza, e di qualche minore straniero non accompagnato. Diverse le nazionalità di origine: Bangladesh, Sudan, Nigeria e Siria.

A bordo della nave, a sbarcare in città, anche 5 salme di migranti che hanno perso la vita durante la traversata.

Ad accogliere i profughi al porto, come sempre, la macchina dell’accoglienza della Caritas diocesana di Palermo, con operatori e volontari, che hanno distribuito loro acqua, panini e scarpe. Circa quindici profughi, tutti familiari dei 5 morti in mare, invece, saranno ospitati in una struttura della Caritas.

Al momento il numero non è definitivo, la Caritas ha infatti dato la disponibilità ad ospitare per qualche giorno (e in assoluta gratuità, per spirito di solidarietà) anche chi avesse particolari esigenze sanitarie che ne rendono impossibile al momento il trasferimento.

Il resto dei profughi, invece, verrà subito trasferito nei centri d’accoglienza di altre regioni d’Italia: Veneto, Lombardia, Liguria, Piemonte, Campania, Emilia Romagna e Trentino Alto Adige.

Oltre agli operatori, 30 i volontari che, rispondendo agli appelli d’aiuto lanciati nei giorni scorsi dalla Caritas, oggi pomeriggio hanno deciso di dare una mano concreta a chi, in stato di bisogno, è approdato in Sicilia dopo un viaggio lungo ed estenuante con la speranza di riuscire a trovare un futuro migliore rispetto a quello che i loro Paesi sono in grado di offrirgli. Tra questi, c’è Giorgia Butera, una sociologa e presidente dell’associazione Mete, che si occupa della tutela dei diritti delle donne e dei bambini immigrati, con particolare attenzione ai casi di violenza di genere. “Ho deciso di dare il mio contributo, gratuitamente e volontariamente, come professionista impegnata sul sociale. Sono una sociologa e seguo il fenomeno migratorio a livello internazionale. Non appena ascoltato l’appello di padre Sergio Mattaliano (direttore della Caritas diocesana di Palermo) per nuovi volontari, ho deciso che avrei dovuto assistere e dare il mio contributo da professionista già al momento dell’arrivo dei profughi nel nostro Paese. Sono da sempre predisposta al volontariato e quale migliore occasione per farlo se non tendendo la mano a chi giunge, disperato, in un terra straniera senza sapere nemmeno  avere certezza di quale sarà il suo futuro”.

Presenti al porto ad aiutare nella distribuzione dei viveri, c’erano anche 12 giovanissimi del campo internazionale di volontariato e impegno civile “Passione Civile” di Emmaus Italia, in corso a Palermo per tutta l’estate, fino al 30 agosto.

“La Caritas sta rispondendo come sempre – aggiunge Anna Cullotta – anche in condizioni drammatiche e difficili come quelle di oggi in cui ci sono delle salme. Continua il nostro impegno a favore di questi migranti con tristezza e amarezza. La tristezza sicuramente è legata all’emozione nel vedere gente che soffre e che ha visto morire i propri familiari. L’amarezza è data proprio dalla constatazione che ancora l’Europa non riesce a dare risposte diverse e concrete per evitare queste morti”.

Da giugno la Caritas di Palermo ha scelto di attivarsi nell’accoglienza, soltanto nello spirito di massima gratuità insieme a tutti i suoi volontari. Al porto, continueranno a essere distribuiti e donati  scarpe, acqua, panini, vestiti e anche la permanenza temporanea  nei centri di accoglienza sarà fornita nella piena gratuità, cioè senza alcun rimborso spese da parte della prefettura, come invece era avvenuto precedentemente.

L’appello alla cittadinanza pertanto è quello di contribuire all’assistenza dei migranti, in vario modo e secondo le proprie possibilità. Chi fosse interessato a diventare volontario o a donare qualcosa può rivolgersi alla parrocchia Santo Curato d’Ars di via della Capinera 13, nel quartiere Falsomiele, a Palermo.

 Chi volesse partecipare, anche con un piccolo contributo economico, può farlo attraverso bonifico bancario al seguente numero: Codice IBAN n.

IT78A0335901600100000125153 intestato a: ARCIDIOCESI DI PALERMO – CARITAS DIOCESANA– Banca Prossima.

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