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Save the Children denuncia: “infanzia senza futuro”

Logo Save the Children (foto internet)

In Italia ci sono oltre 11 milioni di minori che vivono nel nostro paese , minori a rischio, senza servizi all’infanzia adeguati, che vivono in  città sempre più inquinate, nella piena povertà.

Una risorsa per il futuro  di enorme valore, un patrimonio umano da tutelare. Ma che futuro li attende?

Save the Children con il suo Atlante dell’infanzia (a rischio) ha scattato una fotografia sulla condizione dell’infanzia: attraverso quasi 80 mappe, che percorrono un viaggio nell’infanzia in Italia,  ha tracciato alcuni aspetti problematici tra marginalità, nuove povertà, discriminazione, violenza e una legislazione in materia d’infanzia frammentata e impreparata.

Una ricerca guidata dal G.I.S. (Geographic Information System), un sistema informativo che consente di riferire qualsiasi attributo con una connotazione spaziale a un sistema di coordinate geografiche, assegnandogli una precisa posizione nello spazio e traducendo così i dati in mappe, cartogrammi e grafici. Le fonti, specificate di volta in volta nelle mappe, sono ufficiali, dotate di un elevato grado di attendibilità.

Il futuro di questi bambini è compromesso dalla disoccupazione, dall’ invecchiamento della popolazione,  dal debito pubblico , dalla denatalità e dal gap tra nord e sud sull’ offerta  degli asili nido.

In Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Molise è compreso fra 2 e 5,5 il numero di bambini ogni 100 da 0 a 2 anni in carico agli asili nido pubblici o ad altri servizi integrativi, a fronte dei 27-29 in Valle d’Aosta, Umbria, Emilia-Romagna. E nel Mezzogiorno si concentra anche la gran parte dei 314.000 ‘disconnessi culturali’: bambini e adolescenti da 6 a 17 anni che negli ultimi 12 mesi non sono mai andati al cinema, non hanno aperto un libro, né un pc, né navigato su Internet, né praticano uno sport.
Inoltre c’è  l’aggravante rappresentata da diverse municipalità sciolte per infiltrazioni mafiose. Si contano circa  178 Comuni sciolti almeno una volta per mafia negli ultimi vent’anni, dislocati nella stragrande maggioranza in Campania, Sicilia, Calabria e Puglia.

A fronte di questo “i ragazzi si orientano sempre più spesso verso modelli di successo facile, in cui la scuola e la stessa universita’ sono viste con distanza e perfino con sarcasmo” ha dichiarato  il direttore generale di Save the children, Valerio Neri.

Altro fattore che gioca a danno delle generazioni future è  la vertiginosa crescita del tasso di disoccupazione. Dalla ricerca emerge che dal primo quadrimestre del 2007  allo stesso periodo del 2012 si conta una crescita del 15,2% del tasso giovanile di disoccupazione e riguarda più di un giovane su 3, circa piu 20,9 tra i laureati.

Una denuncia da parte di Save the Children  di una situazione che diventa giorno dopo giorno sempre più insostenibile.

Francesca Del Grosso

 

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