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Saro il Presidente, tranquilli: “Ora ma viru io cu Lucia”.

 

Si aggiunge un personaggio al giallo delle intercettazioni tra Rosario Crocetta e l’amico medico. E’ il commissario straordinario di villa Sofia,  Giacomo Samperi. Perché se sembrava che il governatore  se ne fosse uscito dal groviglio della vicenda, grazie alla smentita della procura,  con un semplice : ” Sono vittima di dossieraggi “,  questa mattina i documenti dei carabinieri parlano chiaro. Così, è vero che di quella infelice frase ( “Bisogna farla fuori come il padre”) riferita a Lucia Borsellino, figlia del magistrato assassinato 23 anni fa,  non c’ è traccia, ma appare un colpo di scena nelle nuove intercettazioni dei carabinieri delle telefonate tra Tutino e Samperi.
Infatti, nonostante non le si auguri la morte, il medico e il commissario parlando dell’ ex assessore alla Sanità non erano certamente affettuosi: “quella b… della Borsellino”. Ma non solo, nelle intercettazioni, Samperi, il cui mandato era stato revocato dalla Borsellino, dice di voler fare un esposto contro l’assessore: “La denuncio per illecito… Me ne sto fottendo, pure che si chiama Lucia Borsellino”,  incoraggiato da Tutino: “Bravo”.
Non finisce qui, la Borsellino, era spesso protagonista dei loro dialoghi telefonici: “Io credo che ci sia qualcosa sotto in tutto questo e Lucia e il presidente sono in disaccordo…” dice Samperi.  “Sì, totale – dice Tutino – ma mi ha detto (il presidente, ndr) stai tranquillo”. I due si definiscono “uomini del presidente” che operano “per la legalità”. “La legalità prima di tutto” dice Tutino. E Samperi aggiunge: “Ma a noi quello interessa, prima di tutto… Siamo troppo seri noi”.
E il governatore siciliano?  Nei dossier c’è anche una frase che Crocetta avrebbe riferito a Tutino a proposito della revoca di Samperi dal suo incarico: “Ora ma viru io cu Lucia” .
Lucia, che ha avuto solo la ‘colpa’ di “volere una Sanità libera in Sicilia” come ha sottolineato oggi il fratello Manfredi Borsellino, durante il suo intervento alla cerimonia per l’anniversario della strage di via d’Amelio.
Intanto se l’attenzione mediatica si è spostata sulle intercettazioni tra l’ex commissario e il medico, quella del Pd rimane su Crocetta.
C’è chi esorta alle sue immediate dimissioni, chi chiede tempo. Per ora l’unica che le esclude per primo il giovane segretario del Pd siciliano, Fausto Raciti, uno dei più guardinghi che giovedì scorso fu sorpreso dalla reazione del premier Matteo Renzi: “Poteva farmi una telefonata e informarsi, al di là della dovuta solidarietà a Lucia Borsellino…”. Una posizione, la sua, precaria. Non per i siciliani, che a prescindere dalla Borsellino, da tempo ne chiedono la testa.

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