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Sanremo: Gianni Fiorellino: “Marta sui tubi dovrebbe esportare la musica italiana all’estero?”

Gianni Fiorellino (foto Luca Ortolani)

A poche settimane dall’inizio del Festival di Sanremo, Francesco Panasci intervista su ZeroNoveUno Tv Gianni Fiorellino.

Cantautore partenopeo, pianista tecnicamente straordinario e autore sensibile di testi che emozionano in maniera indescrivibile, Fiorellino è dotato di una voce di grande potenza ed estensione.

Gianni Fiorellino dal 2006 è l’interprete principale del musical di Tato Russo ‘Masaniello’. “L’esperienza in teatro – ha dichiarato – mi ha consentito di conoscere un mondo nuovo, molto diverso. E’ stata un’esperienza meravigliosa che mi ha appassionato”.

Artista versatile e completo, Gianni è un ottimo interprete delle canzoni dell’indimenticabile Renato Carosone, suo grande mito.

Nel 2011 è entrato a far parte della scuderia artistica della Melody records, che lo ha definito “la nuova voce di Napoli nel mondo”.

Alle sue spalle ben due partecipazioni al Festival di Sanremo, ma la sua opinione sul grande evento della musica italiana non è può molto positiva.

“Il Festival di Sanremo? Ritengo ‘strana’ questa edizione perché c’è dentro un cast eccessivamente misto, da Elio e le storie tese a Chiara ad Annalisa. Una volta esistevano paletti precisi per ognuno dei partecipanti e nella categoria big rientravano soltanto coloro che erano già davvero ‘grandi’”.

La sua polemica diventa sempre più forte man mano che parla del Festival: “Sanremo nasce per esportare la musica italiana nel mondo, mentre oggi chi vince può sperare, nella migliore delle ipotesi, di sentir le sue canzoni per qualche settimana nelle radio italiane”. E scende più a fondo per spiegare meglio la sua idea: “Marta sui tubi che può fare all’estero? Copia ciò che  facevano all’estero 40 anni fa. E Maria Nazionale? Sicuramente Saviano parlerà con lei di Camorra”.

Per la redazione de IlModeratore è nata spontanea la domanda: Cosa è cambiato dalle edizioni del Festival di Sanremo a cui hai partecipato tu nel 2002 e nel 2003? La sua risposta è stata secca: “La differenza la feceva Pippo Baudo. Conosceva bene lo spettacolo, riusciva a controllare tutto e aveva un gran gusto per la musica”.

“Voglio sperare – conclude Fiorellino – che venga data la giusta visibilità alle canzoni e che il Festival possa veramente dare una luce a una nuova era della musica”.

Valentina D’Anna 

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