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Sanremo 2013, la seconda serata tra ospiti e ultimi big. Primi giovani eliminati

(foto da internet)

La seconda serata di Sanremo 2013 si apre con un tributo a Domenico Modugno regalato da Beppe Fiorello che si cimenta nella interpretazione dei grandi successi del compianto artista pugliese davanti lo sguardo commosso della vedova; lunedì e martedì proprio Beppe Fiorello sarà protagonista di una fiction (“Volare“) in onda su Rai Uno che percorre la vita di Domenico Modugno e di come ha rivoluzionato a Sanremo la musica italiana.

Gli ospiti continuano con due le splendide modelle: l’ israeliana Bar Rafaeli, che si è pure misurata con delle evoluzioni alla batteria, e la ex prèmiere dame Carla Bruni la quale ha presentato un nuovo brano tratto dal nuovo disco ‘Little french song’.  “Adoro tornare in Italia. Ho ancora famiglia a Torino” afferma la Bruni. Dopo aver scherzato sulla provenienza di Carla Bruni e Luciana Littizzetto (entrambe di Torino), la comica parafrasa un famoso brano della Bruni (alla chitarra) con un comico testo che paragona le due donne.

La comicità non si esaurisce in questa seconda serata perché l’abile Fabio Fazio chiama sul palco dell’Ariston Neri Marcorè ed i due danno vita ad un dialogo esilarante imitando padre e figlio Piero e Alberto Angela. Mentre delle qualità di Marcorè si era abbondantemente a conoscenza, Fazio concede una performance  spassosa imitando lo storico giornalista. Un Fazio, tornato alle proprie origini, è già alla sua seconda imitazione dopo che nella prima giornata ha parodiato egregiamente Bruno Vespa.

L’unico ospite musicale è stato Asaf Avidan, israeliano come la Rafaeli, che ha cantato la sua celebre One day/Reckoning Song dando un’interpretazione molto (forse troppo) sentita. Danno forfait i Ricchi e Poveri a causa della tragedia familiare che ha colpito Franco Gatti; trovato morto il figlio ventitreenne ma il padre nega che sia morto per overdose – che era l’ipotesi più accreditata – in un’intervista a Rai Uno.

Passando alla gara, ecco voti e riflessioni sui restanti sette big in gara ed i primi quattro giovani (di cui due già eliminati).

 

Modà – “Se si potesse non morire” (in gara) / “Come l’acqua dentro il mare” (eliminata)

Il brano rimasto in gara è il classico papabile”vincitore sanremese”. Banale e scontato ma proprio per questo ha le carte in regola per diventare una hit del Festival. Un po’ melodrammatico e banalotto ma sarà un successo in radio e in classifica. L’altra nello stesso stile ma più monotona

Voto: 5.5

Simone Cristicchi – “La prima volta (che sono morto)” (in gara) / “Mi manchi” (eliminata)

Passa la migliore delle due, anche se paradossalmente Cristicchi avrebbe preferito l’altra. “Mi manchi” è una canzone d’amore, anche ironica, ma senza spessore. L’altra, rimasta in gara, è molto interessante. Parla della morte con sagacia ed intelligenza.

Voto: 6.5

Malika Ayane – “E se poi” (in gara) / “Niente” (eliminata)

Scritte entrambe da Giuliano Sangiorgi, anima e voce dei Negramaro, e si sente. In gara quella più “sanremese” delle due ma al di là della bella voce di Malika Ayane (“Si pronuncia ‘aian'”, sottolinea la cantante al povero Fazio) è veramente poca roba.

Voto: 5

Almamegretta – “Mamma non sa” (in gara) / “Onda che vai” (eliminata)

Si capisse qualche volta una parola di quello che il cantante Raiz dice sarebbe meglio. (Raiz convertito all’ebraismo, forse venerdì non salirà sul palco). Rimane in gara il brano leggermente migliore, un timido reggae  dal discreto ritmo. L’altra molto anonima, firmata dal “tiromancino” Federico Zampaglione (autore di moltissimi testi di queste canzoni sentite nella prima duegiorni sanremese). Un voto in meno per l’interpretazione.

Voto : 4-

Max Gazzè – “Sotto casa” (in gara) /”I tuoi maledettissimi impegni” (eliminata)

L’attesa era parecchia, il risultato forse non è stato conforme alle aspettative. Ma si parla comunque di un livello molto alto, visto lo scenario offerto all’Ariston. Passa “Sotto casa”, dal ritmo molto divertente e coinvolgente. Eliminata “I tuoi maledettissimi impegni” che presenta un inizio eccezionale, poi va via via scemando.

Voto: 6.5

Annalisa – “Scintille” (in gara) / “Non so ballare” (eliminata)

Passa la canzone meno banale e meno brutta, e che lascia spazio alla bravura dell’interprete che però manca un po’ di personalità. Eliminata “Non so ballare”, banale e con un testo che è difficile da accettare come tale.

Voto 5

Elio e le Storie Tese – “La canzone mononota” (in gara) / “Dannati for ever” (eliminata)

Il look è folle, le interpretazioni geniali. Eliminata “Dannati Forever”, la seconda canzone più bella del Festival, in cui il buon Elio Belisari manda tutti alle fiamme infernali con la solita sagacia verbale ed armonica. Passa “La canzone mononota”, la canzone più bella del Festival, che è un vero e proprio colpo di genio, destinato a farsi strada non solo a Sanremo ma nel panorama italiano in generale. Una canzone che Elio canta tutta su una nota sola (per la precisione il Do) ed in cui le “Storie Tese” – formate tra gli altri da Faso, Tanica e Cesareo (che canta anche) – dimostrano di essere tra i migliori musicisti italiani in circolazione. Testo esilarante, musica sublime. Se a Sanremo vincesse la canzone migliore non ci sarebbe gara. Ma non mai (forse in due casi) stato così.

Voto: 9.5

 

Categoria Giovani: A differenza dei più esperti colleghi, i giovani portano in gara una sola canzone. Subito eliminati due dei quattro che si sono esibiti ieri:

Renzo Rubino – “Il Postino (Amami uomo)” (in gara)

La ricorrente tematica gay è raccontata da Renzo Rubino in un brano che sottende un’intimità tra due uomini, di cui uno di mestiere fa- presumibilmente – il postino.

Voto: 5.5

Il Cile – “Le parole non servono più” (eliminata)

Il Cile – a parte il nome bizzarro “Ora ci sarà la Patagonia”, afferma la Littizzetto – si presenta sul palco con un anonimo chitarrista che, forse per la troppa emozione, rischia grosso durante un gelido tentativo di assolo. Musica blanda, testo ricercato – forse abusato – che ricalca un Gazzè old-style ma senza (ad oggi) lo stesso genio.

Voto: 5

I Blastema – “Dietro l’intima ragione” (in gara)

Forse i più meritevoli di questi primi quattro giovani finora ascoltati;  la musica trascina, il testo, sebbene colmo d'”amore” (della parola), va comunque un po’ fuori dagli schemi. Ancora in gara e da riascoltare.

Voto: 6+

Irene Ghiotto – “Baciami?” (eliminata)

Che l’intonazione del titolo debba fare o meno i conti con la presenza del punto interrogativo da oggi non sarà più un problema. Eliminata ed a ragione; la voce passa in secondo piano. Talmente anonima che probabilmente già non la ricorda più nemmeno Irene Ghiotto in persona.

Voto: 4.5

Ah..il contestatore di Crozza di lunedì sera è tale Letterio Munafò, vice presidente del Lecce ed ex consigliere del Pdl. Ma non era stato fischiato da “metà platea”?

Simone Giuffrida

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