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Sanremo 2013, Cutugno mattatore. Canzoni e pagelle

Foto internet

Maurizio Crozza a parte, la prima giornata di Sanremo è stato anche altro. Il 63° Festival della canzone italiana ha visto esibirsi sette big tutti con due canzoni a testa secondo una votazione a sistema misto (televoto + giuria, con peso al 50% l’uno) per la scelta della canzone che, tra le due, resterà in competizione.

Fabio Fazio (esilarante la sua imitazione di Bruno Vespa) e Luciana Littizzetto hanno condotto in maniera spigliata e pungente non senza ironia soprattutto quando si sono trovati ad interloquire con gli ospiti invitati. Da Felix Baumgartner, l’uomo che si è lanciato da 39.060 metri di altitudine oltrepassando il muro del suono, alla tennista Flavia Pennetta a cui la Littizzetto chiede chiarimenti sui versi delle giocatrici mentre giocano a tennis (“Ma è una partita o un porno?”); da Marco Alemanno, che ricorda lo scomparso Lucio Dalla, alla coppia gay che racconta il loro amore attraverso dei cartelli la loro storia e che si sposerà domani a New York.

Ma l’inaspettato mattatore della prima serata sanremese, eccezion fatta per Crozza, è stato  Toto Cutugno. Il calciatore di colore del Torino e della nazionale italiana italiano, Angelo Ogbonna consegna al cantante toscano il premio alla carriera: il cantautore, orecchino e capello brizzolato lungo, entra in studio e parla con Fazio delle sue numerose presenze al Festival (una vittoria nel 1980 con “Solo noi”) per poi esibirsi con la sua più celebre canzone “L’italiano”, accompagnato dalla Armata Rossa sovietica in uniforme. Cutugno conclude il suo intervento omaggiando i russi che guarderanno Sanremo accennando ‘Le notti di Mosca‘ in lingua originale non senza salutare con una battuta (“Ho nostalgia dell’Unione Sovietica”) che Fazio ha così commentato: “Pensavo di dover badare a Lucianina e Toto mi fa questo scherzo” – riferendosi al periodo elettorale. Grazie a questo siparietto, dopo la celeberrima pagina “Marxisti per Tabacci”, da qualche ora su Facebook impazza “Stalinisti per Cutugno“.

Ma Sanremo è musica, anche se è sovente il contorno a fare da padrone. Di seguito voti e considerazioni su artisti e canzoni (sia eliminate che in gara) dei primi sette big presentati sempre da un vip.

Marco Mengoni – “Bellissimo”(eliminata)  e “L’essenziale” (in gara)

La voce di Marco Mengoni sembra uscire da un talent show. Infatti lo è. La voce non è brutta, forse poco personale ma d’effetto. Ieri questo “effetto” non si è sentito un granchè.

Voto: 4.5

Raphael Gualazzi – “Sai – ci basta un sogno” (in gara) e “Senza ritegno (eliminata)”

Grande musicista, bravo interprete, discreto autore. La canzone scelta ha un ritmo coinvolgente – anche se il giro armonico è abusato – e lui la interpreta con entusiasmo. La metamorfosi si compie nel secondo brano in cui non mostra nessuno spunto d’interesse.

Voto: 5

Daniele Silvestri – “A bocca chiusa (in gara) ” e “Il bisogno di te” (eliminata)

In un panorama non certo entusiasmante (la prima serata, stasera ci saranno le menti di Max Gazzè e di Elio e le Storie Tese, tra gli altri) spicca Daniele Silvestri con due brani d’effetto. Molto sentito il primo, cantato in dialetto romano, che parla di una ‘resistenza operaia’ (” ho solo questa lingua in bocca e se mi togli pure questa io non mi fermo scusa canto pure a bocca chiusa”), più ‘pop d’altri tempi’ il secondo.

Voto: 7

Simona Molinari con Peter Cincotti – “Dr Jekyill e Mr. Hyde” (eliminata)  e “La felicità” (in gara)

Napoli vs New York. Il risultato non entusiasma più di tanto. La partenopea Molinari ha una voce molto buona ed il talento di Cincotti è noto a tutti. Ma i tempi sono diversi dai saloon americani di fine ottocento dove si stuzzicavano gli astanti con evoluzioni jazz-swing. L’imitazione non è delle migliori sebbene le capacità ci potrebbero pure essere. Ma forse il connubio è un pò forzato.

Voto: 5

Marta sui tubi – “Dispari” (eliminata) e “Vorrei” (in gara)

Due brani: uno bellissimo, l’altro meno. Passa quello meno, come da copione.  “Dispari” è un brano a sprazzi anche geniale, molto difficile da suonare e da cantare che però non ha la migliore risoluzione in un palco abituato a ben altro. Brano da fuori concorso, ma è un merito. Il secondo, molto meno bello, è comunque interessante anche se si perde in qualche banalità. Ma guardando il panorama è, comunque, tra le migliori.

Voto: 7.5

Maria Nazionale – “Quando non parlo” (eliminata) e “E’ colpa mia” (in gara)

I testi sono di Servillo (degli Avion Travel che scrive “E’ colpa mia” ) e di Enzo Gragnaniello (“Quando non parlo”). L’interpretazione è vergognosa: vocalismi “alla napoletana” che se fossero fini a se stessi sarebbe già qualcosa. Dovrebbero essere eliminate entrambe, passa “E’ colpa mia”. Ed è bene che Maria Nazionale se lo ripeta spesso.

Voto: 2

Chiara Galiazzo – “L’esperienza dell’amore” (eliminata)  e “Il futuro che verrà” (in gara)

La possente Chiara Galiazzo presenta due brani che sembrano prodotti dalla “Sanremo Edizioni” (qualora esista) scritti dal paroliere dei Baustelle, rimasto in gara, e da Federico Zampaglione dei Tiromancino. La voce non manca anche se è un pò tirata, bisogna vedere se per l’emozione o se per natura.

voto: 5

Stasera molta attesa per i restanti 7 big: gli Almamegretta, Annalisa, Simone Cristicchi, Elio e le Storie Tese, Max Gazzè, Malika Ayane e i Modà. Canteranno sempre due brani e ne verrà scelto uno, come da regolamento.

Sta(n)remo a sentire.

Simone Giuffrida

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