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Sanità Sicilia: petizione per non far chiudere Ambulatorio di psichiatria di collegamento per gravi patologie

giovani_mediciPubblichiamo integralmente lettera sottoscritta da un gruppo di persone del Centro ambulatoriale della Unità Operativa di Psichiatria di Collegamento del Dipartimento Salute Mentale dell’ASP di Palermo e indirizzata all’Assessore alla Salute circa la chiusura dell’ambulatorio.

“Con la presente, desideriamo sottoporre la specifica situazione riguardante noi pazienti afferenti al Centro ambulatoriale della Unità Operativa di Psichiatria di Collegamento del Dipartimento Salute Mentale dell’ ASP di Palermo.

Siamo un gruppo di persone che, a seguito di varie patologie organiche gravi, abbiamo sviluppato un disagio psichico tale da richiedere un percorso di cura intrapreso con gli psichiatri dell’ambulatorio sopra menzionato ricevendo, da subito, l’attenzione e il sostegno di cui avevamo bisogno; questi professionisti si sono messi in collegamento con i vari specialisti che ci hanno in cura, concordando gli interventi più adeguati; hanno sostenuto le nostre famiglie, e ciò anche dopo che qualcuno veniva a mancare.

Abbiamo depositato, presso l’Assessorato, una richiesta di incontro con l’Assessore alla Sanità il giorno 7 ottobre e lanciato una petizione on line sul sito Change.org (CLICCA QUI PER LA PETIZIONEche ad oggi ha raccolto circa 250 sostenitori.

Aiutateci a far valere le nostre ragioni che potranno diventare le ragioni di tanti altri che ne hanno bisogno oggi o potrebbero averne in futuro”.

Il testo della lettera all’Assessore alla Salute Regione Siciliana.

Oggetto: richiesta soluzione per rischio mancata assistenza pazienti gravi e cronici

Gent. mo Assessore ,

con la presente, desideriamo sottoporre alla S.V. la specifica situazione riguardante noi pazienti afferenti al Centro ambulatoriale della Unità Operativa di Psichiatria di Collegamento del Dipartimento Salute Mentale dell’ ASP di Palermo, che si trova presso l’ex Presidio Ospedaliero Aiuto Materno, in Via Lancia di Brolo.

Siamo un gruppo di persone che,a seguito di varie patologie organiche impegnative,come neoplasie, cardiopatie, patologie croniche, ecc., abbiamo sviluppato un disagio psichico tale da richiedere un percorso di cura che abbiamo intrapreso con gli psichiatri dell’ambulatorio sopra menzionato ricevendo, da subito, l’attenzione e il sostegno di cui avevamo bisogno; questi professionisti si sono messi in collegamento con i vari specialisti che ci hanno in cura, concordando gli interventi più adeguati; hanno sostenuto le nostre famiglie, e ciò anche dopo che qualcuno veniva a mancare…

A seguito delle decisioni organizzative che da pochi giorni abbiamo appreso, siamo venuti a conoscenza che tale servizio sarà chiuso; l’attività dovrebbe essere svolta in una sede deputata al trattamento di pazienti psichiatrici anche gravi; inoltre verosimilmente saremmo affidati a professionisti certamente validi ma non collegati fra di loro e soprattutto non dedicati esclusivamente a tale, a nostro avviso, delicato compito. Questo passaggio rappresenta per noi di fatto il rischio di dovere interrompere il nostro percorso di cura, lasciando riaffiorare vissuti difficili e complessi che di fatto potrebbero riportare molti di noi alla situazione psichica di sofferenza precedente alla cura o a non tollerare nuovamente la difficile gestione della malattia.

D’altra parte, proseguire il percorso dentro il centro deputato alla cura di pazienti psichiatrici gravi, di fatto,non solo non consentirebbe di lavorare in un assetto che richiede stabilità, continuità e sicurezza, ma rappresenterebbe per noi il rischio di patologizzare ulteriormente la rappresentazione che abbiamo di noi stessi e del nostro malessere.

Certamente la sofferenza psichica è unica, ma, senza voler stigmatizzare nessuno, le forme in cui si manifesta richiedono spazi di cura differenti e differenziabili, cosa che in questo caso verrebbe pericolosamente meno.

Pertanto chiediamo alla S.V., se non di ripensare tale decisione, di sicuro frutto di esigenze organizzative irrinunciabili, di potere mantenere in qualche modo almeno un Coordinamento e uno  spazio in cui potere proseguire la cura di cui necessitiamo, in condizioni simili a quelle di cui usufruiamo presso l’odierna struttura, sicuri che ci sia una regia e una supervisione la più qualificata possibile che consenta a chi, come noi, anche in futuro, avrà la sfortuna di attraversare malattie così impegnative, di essere preso in carico e aiutato non solo dal punto di vista fisico ma anche psicoemotivo, con un programma di cura realmente umanizzato.

Certi che tale nostro appello sarà compreso e attenzionato , in attesa di cortese riscontro,e di poterLa incontrare personalmente allo scopo di spiegare ancora meglio le nostre ragioni ,  porgiamo distinti saluti.

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