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Sanità. Sempre più siciliani rinunciano alle cure mediche

Figuccia: "eliminare i ticket o quanto meno stabilire un limite massimo sul reddito annuo"

(di redazione) L’on.Vincenzo Figuccia Deputato Udc dell’Ars e leader del Movimento CambiAmoLa Sicilia:

“Da un recente sondaggio Istat, appare preoccupante il fatto che i cittadini siciliani, in numero sempre maggiore, rinunciano totalmente a curarsi.

Quasi il 15% di persone che vivono nel territorio regionale, infatti, non possono permettersi l’accesso ai livelli essenziali di assistenza (LEA), garantiti dalla Costituzione”.

“Un dato che mette in evidenza il divario con le regioni del Nord, la cui percentuale si abbassa in modo considerevole.

Un dato che deve fare riflettere – prosegue Figuccia – e affrontare la questione in maniera prioritaria, a partire dall’efficienza del sistema socio assistenziale rivolto a cittadini in condizioni di fragilità”.

“Pochi giorni fa, a tal proposito, ho constatato in prima persona le condizioni dei cittadini bisognosi di prima assistenza che si recano in qualsiasi pronto soccorso, rilevando le criticità emerse.

Dai tempi di attesa biblici per effettuare le visite alla mancanza di posti letto, il quadro che ne è uscito fuori, – continua Figuccia – può essere definito desolante ed in linea con il dato del sondaggio Istat menzionato in precedenza.

Un quadro dal quale scaturiscono, sempre più frequentemente, episodi di violenza in cui rimane coinvolto il personale medico e sanitario che esercita dignitosamente il proprio dovere all’interno dei presidi ospedalieri”.

“Occorre arginare il fenomeno legato alla rinuncia delle cure mediche da parte di un numero sempre maggiore di cittadini che, di riflesso si ripercuote negativamente su tutto funzionamento del sistema sanitario, da un lato ampliando fattivamente i presidi territoriali decentrati di pronto soccorso, dall’altro concentrandosi su misure relative all’eliminazione dei ticket o quanto meno, – conclude il Deputato – stabilendo un limite massimo d’incidenza delle imposte legate alle prestazioni sanitarie sul reddito annuo”.

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