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Salvo Cuccia racconta Frank Zappa fra la Sicilia e Los Angeles

Da sinistra: Massimo Bossoli, Diva Zappa, Salvo Cuccia, Gail Zappa, Dweezil Zappa, Moon Zappa. Foto di Fabio Butera

Ci sono personaggi che possiedono doni, artisti che possono definirsi dotati di un alone magico, un’aura che li accompagna durante la loro vita e continua a proiettarsi anche dopo la loro dipartita.

Frank Zappa può sicuramente essere considerato uno di questi.

Dalla sua unicità e dal suo carisma è stato affascinato il regista Salvo Cuccia, che ha da poco terminato le riprese del suo film documentario “Summer ’82 When Zappa came to Sicily”, dedicato al musicista italo americano e al suo concerto, che ebbe luogo il 14 luglio del 1982, allo stadio La Favorita di Palermo e interrotto dopo venti minuti per gli scontri fra forze di polizia e il pubblico.

“In realtà dietro all’idea del film documentario – spiega il regista- c’è un rimpianto, quello di non essere arrivato in tempo al concerto di Frank Zappa in quel giorno di luglio del 1982. Io ero militare e attraversai l’Italia per raggiungere Palermo, ma non riuscii ad arrivare puntuale all’evento. Da quel rimpianto mai sopito nacque tre anni fa l’idea di questo film documentario.

Il film racconta quella notte, parla di musica, ma non solo. Parallelamente all’evento si racconta la storia della città di Palermo, che proprio in quel periodo viveva una guerra di mafia senza precedent. Ricordo, infatti, che i corleonesi avevano lanciato la loro offensiva, e in città si seppelliva un cadavere al giorno.

Il film inoltre è una riflessione sul fenomeno dell’emigrazione e sulla condizione dei migranti. Il nonno e il padre di Frank Zappa lasciarono Partinico i primi del 900 e vissero il dramma di staccarsi dalla famiglia per crearne una nuova proprio negli Stati Uniti. L’emigrazione è vissuta, infatti, sia come condizione di disagio, che come occasione d’incontro di culture. Sono fermamente convinto che le radici siciliane e il relativo background culturale contribuirono in maniera determinante a rendere Frank Zappa il genio precursore che conosciamo. La storia di Zappa e della sua famiglia costituisce un paradigma di molte altre famiglie di migranti.”

Massimo Bossoli, critico musicale e amico di Frank Zappa, ricorda bene quelle giornate siciliane: “In quel periodo girare per un tour era molto complicato, non era tutto organizzato come lo è adesso, il giorno prima non sapevamo dove avremmo suonato il giorno dopo.
La vigilia del concerto della Favorita io e Frank eravamo a Palermo e con la scusa di portarlo a visitare il carcere dell’Ucciardone, riuscii a distrarre Frank e lo condussi fino a Partinico. Trovammo un paese quasi deserto, ma Frank fu molto colpito e interessato nell’avvicinarsi al cuore delle sue radici.”

Anche la moglie Gail e i figli che hanno visitato per la prima volta Partinico sono rimasti molto affascinat dall’umanità della comunità siciliana. Gail ha sottolineato: “Ho conosciuto l’altro ramo della famiglia Zappa e mi sono sembrati una famiglia all’antica, uniti e legati alla figura del capo famiglia, siamo rimasti piacevolmente stupiti dell’affetto degli abitanti di Partinico, che a mio marito hanno dedicato una strada e un’aula musicale della scuola elementare.”

Adesso il film si avvia verso la fase di post-produzione che terminerà a Marzo 2013. Il regista ha annunciato che la produzione, peraltro cofinanziata da Sicilia Film Commission della Regione Siciliana e dalla Zappa Family Trust, parteciperà a tutti i più prestigiosi festival internazionali.

Esiste già un video che è il risultato della prima fase di riprese, è solo un assaggio, ma fa già intravedere le potenzialità di questo film documentario, e fa capire il legame fra l’artista e le sue radici siciliane.

Fabio Butera

 

http://www.youtube.com/watch?v=ENYR4LkiYCg

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