Cultura

Salta mostra sull’arte siciliana. Il motivo? Mancano le opere

Il giovinetto di Mozia

Annunciata con enfasi, a giugno, dall’Assessore regionale ai Beni Culturale e all’Identità Siciliana, Sebastiano Messineo, definendola come la mostra che avrebbe dovuto raccontare 2.500 anni di cultura siciliana raccogliendo le cento migliori opere create in Sicilia.

Un percorso che sarebbe partito dall’archeologia greca con crateri, il Satiro, il Giovinetto di Mozia, passando per i grandi quadri da Antonello da Messina a Caravaggio fino ad arrivare all’arte contemporanea con la Vucciria di Guttuso. Questa grande antologia che metteva in luce il meglio dell’arte siciliana avrebbe dovuto aprire i battenti il 15 settembre presso l’Albergo delle Povere a Palermo.

Avrebbe dovuto, per l’appunto, in quanto molte delle opere che dovevano essere esposte sono in “villeggiatura” all’estero. Il Satiro danzante e l’Ariete di Siracusa sono partiti per essere esposti alla Royal Academy of Arts di Londra per la mostra “Bronze”, che presenta una rassegna di opere d’arte in bronzo realizzate nel corso dei secoli sino ai nostri giorni, e che rimarrà aperta dal 15 settembre al 9 dicembre.

I due bronzi sono andati a fare compagnia in terra anglosassone a l’Auriga di Mozia, un capolavoro in marmo dell’arte greca della Sicilia del V secolo a.C., esposto, in occasione delle Olimpiadi e fino a giorno 9 settembre, al British Museum. Intanto, come se non fosse mai stata organizzata, sul sito della Regione e dell’assessorato ai Beni Culturali non se ne ha più notizia, né risulta essere presente un comunicato di annullamento.

Marcello Russo

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