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Sallusti arrestato nella sede de ‘Il Giornale’, disposti i domiciliari

Arresto Sallusti, foto internet

Alessandro Sallusti, direttore de Il Giornale, è stato arrestato nella mattinata di ieri (sabato 1 dicembre, ndr) nella sede del quotidiano, in via Negri a Milano. Il giudice, che già lo aveva condannato a 14 mesi di detenzione per diffamazione, ha disposto nuovamente i domiciliari.

Sallusti, abbandonando il domicilio (la casa della compagna Daniela Santanché), ha tecnicamente evaso i domiciliari, disposti nella giornata di venerdì dal giudice Guido Brambilla, e per questo è stato arrestato e subirà un processo per direttissima per evasione, reato per il quale si rischia da uno a tre anni di carcere.

La vicenda è partita ieri mattina da un tweet del direttore, che ha proposto uno scambio alla Procura, promettendo di consegnarsi in cambio della non violazione della sede del giornale, dove egli si trovava.

Tuttavia, i funzionari della polizia non hanno tardato di molto il loro arrivo e hanno prelevato Sallusti, che incredulo ha commentato ai microfoni di TgCom24: “E’ davvero un peccato che sia andata in questo modo. Non dovevano entrare qui – ha detto – Non si arresta un giornalista dentro la sede del suo giornale, sono degli incoscienti. Poi la categoria (dei giornalisti, ndr) non ha nemmeno avuto un sussulto…” – ha commentato, criticando la posizione troppo molle da parte degli organi, le associazioni e i sindacati giornalistici in merito alla vicenda.

Sallusti ha inoltre spiegato l’evasione, definita come “un gesto simbolico”, accettando le prescrizioni del giudice per le direttissime di Milano e impegnandosi a rispettare la condanna ai domiciliari almeno fino al 6 Dicembre, giorno in cui tornerà in aula.

Durissima la reazione di Vittorio Feltri, che in una nota ha chiesto alle autorità giudiziarie di risparmiare l’umiliazione dell’arresto di Sallusti in sede, spiegando che Il Giornale è anch’esso simbolo di libertà di espressione. La homepage del quotidiano titola “Una follia!”, condannando le modalità dell’arresto del direttore e la normativa vigente nel nostro Paese, considerato “la vergogna d’Europa”.

Il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha espresso solidarietà nei confronti del direttore: “Quello che sta accadendo intorno a Sallusti sfiora il grottesco. Ribadisco anche la necessità di una sintesi tra la libertà di stampa e il diritto di tutela da parte delle persone offese o diffamate: due diritti già sanciti dalla Costituzione” – conclude la nota.

Il segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, critica l’attuale normativa e ribadisce la necessità di una nuova legge che eviti il carcere per questo tipo di reati: “Si poteva fare una legge in merito in meno di due ore e invece in Parlamento si è persa un’occasione. L’orientamento punitivo verso tutti i giornalisti ha escluso questa possibilità – ha detto Siddi – Noi siamo dell’idea che per questo tipo di reati il carcere non debba esistere, ma do atto anche al Procuratore di Milano per come ha avuto il coraggio di applicare l’attuale normativa”.

Anche Enrico Mentana, direttore del tg di La7, ha commentato l’arresto di Sallusti: “Si tratta dell’inevitabile conclusione di una vicenda insensata. E’ senza senso che un giornalista venga arrestato per omesso controllo per diffamazione. Non mi pare vi sia stato un grande effetto della diffamazione – ha dichiarato Mentana – Non vorrei che questa misura sia un ammonimento ai giornalisti da parte dei poteri forti. Giornalisti che devono stare buoni”.

Paolo Guagliardito

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