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Saggi: tagli alla politica, da 945 a 470 parlamentari. Domani arriva il dossier

Giorgio Napolitano, foto internet

Il compito dei saggi, voluti per un tempo stabilito dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sembra essere quasi terminato. Infatti, anche se di loro non si è parlato tanto, domani sono chiamati ad indicare riforme in campo istituzionale ed economico e a consegnarle al Capo dello Stato. I sei “economi” hanno lavorato su riforme di rilievo e su  liberalizzazioni e rimodulazione del Welfare e del fisco.

Invece i quattro “facilitatori” istituzionali, Violante (Pd), Quagliariello (Pdl), Mauro (Sc) e Onida, colui che in uno scherzo telefonico aveva dichiarato il loro stesso lavoro “una perdita di tempo”,  sembravano aver trovato una soluzione ai problemi riguardanti la revisione dei regolamenti parlamentari e ai tagli dei costi della politica.

È anche vero che i saggi domani non presenteranno un disegno di legge ma bensì un elaborato, in cui essi credono, sul fatto che “il Porcellum va cambiato”, sul “principio di governabilità” e “sul principio di libera scelta del cittadino”. Infatti il primo principio sta proprio ad indicare la conferma del premio di maggioranza tracciando nuovi criteri. Bersani ha dichiarato: «il buon senso ci porterebbe a tornare al Mattarellum», cioè il vecchio sistema elettorale. Anche il Movimento Cinque Stelle ha espresso un concetto simile, e di questo ne parlano anche i saggi che daranno responso se questa possa essere la giusta soluzione.

Di particolare rilevanza sono invece i principi elaborati riguardo i tagli alla politica. Si parla di una riduzione del 30% dei rimborsi elettorali per i partiti che arriverebbero a 120 milioni di euro per legislatura e in più i partiti dovranno giustificare le spese e solo quelle rendicontate saranno rimborsate.

Ancor più importante, soprattutto a livello morale nei riguardi dei cittadini, è la proposta per il quasi dimezzamento dei politici. Infatti si parla di un passaggio da 630 a 470 alla Camera (un deputato ogni 120 mila elettori) e in più il Senato verrebbe sostituito dalla Camera delle Regioni, i cui membri saranno decisi dai consigli regionali, pagandoli con l’attuale stipendio. Con il taglio di 315 senatori si passerebbe da 945 a 470 parlamentari.

Quindi i saggi hanno elaborato le loro teorie e a noi comuni cittadini non ci resta di attendere, come sempre, che avvenga qualcosa di concreto. Di sicuro i saggi su una cosa hanno ragione:  non sarebbe male finalmente mandare un po’ gente a casa.

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Un Commento

  1. Magari fosse vero che venisse recepita la riduzione dei palarmentari, meno sono, più veloci le decisioni ma come sempre resterà un sogno perchè si dirà, sempre dalla prossima legislatura e nel frattempo noi affonderemo raggiungendo la Grecia, Cipro,il Portogallo.

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