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Rugby, impariamo l’alfabeto

Rugby, istruzioni per l’uso, foto Internet

Oggi si impara l’alfabeto .. in chiave ovale !

A – AVANTI La palla nel rugby va passata con le mani indietro (o in linea) rispetto alla linea immaginaria data dal pallone stesso. Anche se un tocco involontario (con le braccia o le mani) fa finire il pallone avanti, viene fischiata l’infrazione e l’azione viene interrotta.

B – BONUS Il sistema di assegnazione dei punti in quasi tutti i tornei di rugby prevede punti per chi vince (4), per chi pareggia (2) e per chi perde ! Infatti la sconfitta con un margine risicato (7 punti o meno) viene premiata con un punto. Anche chi fa tante mete (almeno 4) guadagna un punto, che si vinca o si perda!

C – CALCI A rugby lo scopo principale è marcare la meta ma sono previsti diversi tipi di calci in direzione della porta che consentono di fare punti. Calcio di TRASFORMAZIONE si esegue subito dopo aver effettuato la meta e vale 2 punti. Calcio di PUNIZIONE si esegue in seguito ad un’infrazione grave dal punto stesso in cui è stato commesso e vale 3 punti se passa tra i pali.

D – DROP (calcio di) E’ un particolare tipo di calcio che si esegue colpendo il pallone dopo che esso ha rimbalzato a terra. Viene eseguito per iniziare o riprendere il gioco, ma può essere calciato durante un’azione di gioco e se indirizzato all’interno della porta vale 3 punti.

E – ESPULSIONE In questo gioco la disciplina è virtù.. Chi non rispetta i richiami dell’arbitro o trasgredisce le leggi è passibile di espulsione, temporanea di 10 minuti (cartellino giallo) o definitiva (cartellino rosso).

F – FORZA Il rugby è un gioco che tempra il fisico e la mente. Forza e controllo è un binomio che in questo sport trova la sua applicazione.

G – GENEROSITA’ il rugby non è solo potenza, spesso atleti “normali” si impongono grazie allo spirito di sacrificio. Essere disposti ad aiutare e sostenere il proprio compagno è lo spirito del rugby.

H – ACCA La porta (o i pali) a rugby è a forma di H, come le prime utilizzate agli albori del calcio. A testimonianza del fatto che i due sport si sono sviluppati da un unico sport che li accomunava.

I – IRB (International Rugby Board) E’ l’organo istituzionale storico che accoglie tutte le federazioni dei singoli stati e gestisce il gioco e la sua diffusione.

L – LEALTA’ I praticanti devono essere leali nel rispetto delle leggi e dell’avversario.

M – META Segnarla è lo scopo del gioco e il coronamento del lavoro della squadra. Si marca toccando col pallone il terreno delimitato dall’area di meta posta dietro la porta e vale 5 punti

M BIS – MISCHIA E’ l’essenza del rugby, un raggruppamento di uomini che si contende il territorio, disciplinato da precise regole. Può essere ordinata, e viene giocato (salvo eccezioni) da 8 uomini detti per l’appunto di mischia; in questo caso si disputa per riprendere il gioco dopo che esso è stato fermato per un’infrazione non grave. Ma può anche non partire da gioco fermo, è il caso della mischia spontanea, che può svolgersi in piedi (maul) nel tentativo di avanzare o a terra (ruck), per proteggere il possesso del pallone.

N – NUMERO DEI GIOCATORI Una squadra di rugby è composta da 15 giocatori in campo e 7 (o 8) in panchina. Una squadra può utilizzare tutti i giocatori che ha in panchina. Il rugby oltre alla versione giocata da 15 giocatori (rugby union) conta (tra quelle più diffuse) quelle giocate a 13 (rugby league) e a 7 (rugby seven) che si giocano su un terreno di gioco identico.

O – OLIMPIADI Il rugby è stato sport olimpico in quattro edizioni dei giochi (1900, 1908, 1920, 1924). Tornerà nel 2016 nella versione rugby seven.

P – PILONE E’ uno dei ruoli. Solitamente dal fisico possente e non necessariamente atletico disputa una partita nella partita contro i suoi diretti avversari. Protagonista delle mischie, senza di esso il rugby a 15 non potrebbe esistere!

Q – QI Il Quoziente Intellettivo. “A questo gioco bisogna essere intelligenti” è il ritornello di molti allenatori.

R – REFEREE (Arbitro) In inglese detto anche ref, l’arbitro conserva quella figura di gentiluomo super partes che aiuta a svolgere un incontro secondo le regole. Non è concesso chiedergli spiegazioni se non ai capitani. Parla ai giocatori per spiegare le sue decisioni e aiutarli a disputare al meglio una partita. Può penalizzare la squadra che protesta invertendo una decisione a suo favore o facendola indietreggiare di 10 metri dal punto di ripresa del gioco. (Nel calcio [lo sport] è costretto egli stesso a indietreggiare di 10 metri per sfuggire alle veementi proteste dei giocatori ..).

S – SEI NAZIONI E’ il più antico torneo che si disputa tra squadre nazionali. Si svolge ogni anno dal 1883 e vede sfidarsi Inghilterra, Galles, Scozia, Irlanda, Italia e Francia. Le prime edizioni si giocarono tra le prime 4 nazionali.

T – TERZO TEMPO Non esiste in nessun altro sport ma, tutti gli altri sport dovrebbero averlo. E’ quanto di più tribale e al tempo stesso civile possa esistere. Le due squadre (ed eventuale seguito) dopo i due tempi ufficiali, disputati da avversari in campo, si ritrovano per banchettare ponendo fine a tutte le ostilità.

U – UP & UNDER (il campanile o Garryowen dal nome della squadra che lo utilizzò per prima) E’ un modo di calciare il pallone con una parabola molto alta per spostare il gioco in avanti. Una parabola molto alta può permettere di arrivare sul pallone prima della difesa. Altri modi di calciare il pallone per superare la difesa o effettuare un passaggio, sono il GRUBBER (calcio rasoterra) e il CROSS KICK (calcio passaggio) verso un compagno lontano. Per ricevere il pallone dopo un calcio, si deve partire da dietro colui che lo effettua.

V – VELOCITA’ E’ una caratteristica del gioco moderno necessaria soprattutto ai giocatori della trequarti.

Z – (Nuova) ZELANDA E’ la patria dei più forti giocatori, gli All Blacks. Importato dai coloni britannici il rugby, si è sposato perfettamente col temperamento del popolo nativo, i Maori, diventando tradizione.

Roberto Cammarata

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