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Romania: brucia capolavori di Picasso e Monet per coprire il figlio

Ha bruciato tele di inestimabile valore per salvare il figlio che le aveva trafugate dal museo di Rotterdam. È questa l’incredibile confessione di una donna rumena, Olga Doragu, che, per istinto materno, ha gettato dentro una stufa lavori di Picasso, Monet, Matisse, del valore di oltre 100 milioni di euro, riducendoli in cenere.

Le tele, sette capolavori tra le quali figuravano la “Tete d’Arlequin” di Picasso, “Il Ponte di Waterloo” di Monet e “La Donna con gli occhi chiusi” di Lucian Freud, erano state rubate il 16 ottobre scorso dal museo Kunsthal di Rotterdam, con un colpo fulmineo durato appena 90 secondi. Per il furto, compariranno in tribunale nel prossimo mese di agosto, Radu Doragu, figlio della donna, e altri quattro rumeni. Ma è la madre Olga che adesso rischia di più e che potrebbe essere accusata di crimini contro l’umanità.

La donna ha confessato, infatti, di ‘aver infilato la scatola contenente le tele in una stufa, insieme a delle pantofole e a delle scarpe di gomme e di avere poi appiccato il fuoco’. Gli esperti che stanno esaminando le ceneri spiegano di aver rilevato resti di tela e, in particolare, di pigmenti speciali, molto costosi, che non si usano più dalla seconda meta’ del XX secolo, che contengono stagno, piombo e zinco, metalli usati in pittura fin dal Rinascimento e che adesso sono banditi”.

La donna ha detto agli inquirenti che, dopo l’arresto del figlio, in gennaio, “ero molto preoccupata, perché avevo capito che ciò che era successo era molto grave”. (AGI) .

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