Cronaca

Roma violenta: due omicidi e una gambizzazione in pochi giorni

 

Violenza a Roma. Foto Internet

Una gambizzazione e due omicidi in meno di una settimana. Roma a fine ottobre si scopre nuovamente sanguinosa, con tre episodi dalle origini e modalità diverse, che fanno tornare a riflettere sulla sicurezza della capitale.

Si comincia giovedì 25 quando presumibilmente è stata uccisa la novantenne Olga Sassu, di origini sarde, trovata solo tre giorni dopo nel suo appartamento di via Laurentina (Sud della città) riversa supina sul pavimento in una pozza di sangue, con una grossa ferita alla testa.

L’anziana, vedova e senza parenti a Roma, probabilmente ha scoperto alcuni balordi che rovistavano nell’abitazione ed è stata uccisa: i carabinieri hanno trovato tutta la casa a soqquadro, cassetti e mobili aperti presumibilmente per cercare oro e gioielli. I vicini di casa non la vedevano né sentivano da parecchie ore e anche se la Sassu, perso il marito, difficilmente metteva il naso fuori di casa, questa cosa li aveva messi in allarme.

Nessun segno di effrazione: gli assassini sono entrati o con l’inganno direttamente dalla porta oppure da qualche finestra, arrampicandosi sui tubi della palazzina.

Domenica 28, invece, in pieno giorno e davanti a testimoni un ragazzo sudanese di 30 anni, Salah Kamal Ali Mohamed Mahmoud, è stato freddato con 3 colpi di pistola all’interno del Parco degli Acquedotti dal suo ex datore di lavoro, Giovanbattista Cricelli, 42enne calabrese proprietario di uno stabilimento balneare di Tropea.

L’africano, che aveva appena ricevuto i documenti per la regolarizzazione della sua posizione di immigrato, nel 2008 aveva svolto la mansione di “factotum” nella struttura del Cricelli, naturalmente in nero. Negli ultimi tempi Salah aveva chiesto più volte un risarcimento all’imprenditore, forse la regolarizzazione del contratto e lo aveva fatto in maniera così insistente che il Cricelli aveva infine deciso di dargli appuntamento a Roma, intorno alle 16 di domenica, portandosi dietro il figlio diciassettenne. Ma anche una pistola, detenuta illegalmente e con tanto di matricola abrasa.

L’iniziale tentativo di riconciliazione si è tramutato in litigio, poi in colluttazione e infine in omicidio: il sudanese è stato trovato esanime sopra una panchina, a pochi metri dal luogo dell’incontro. Per fortuna, in quelle ore diverse persone affollavano il Parco degli Acquedotti e alcuni di questi facevano jogging proprio nel punto in cui s’è consumato il delitto.

I testimoni, ascoltati dagli inquirenti, hanno ricostruito la discussione e la descrizione dell’omicida, oltre a fornire il numero di targa dell’auto dell’uomo. Che dopo aver dormito in macchina nella notte tra domenica e lunedì, è andato a costituirsi presso la questura de L’Aquila. Giovanbattista Cricelli, probabilmente, aveva paura di una vertenza da parte del suo ex dipendente e forse con quella pistola voleva solo spaventarlo. Ma è andato oltre.

Non sono andati oltre due sconosciuti a volto coperto in sella ad un Honda SH di colore blu, che lunedì 29 mattina si sono presentati in via Mandas al Prenestino, fuori alla carrozzeria di Teodoro Battaglia, 43 anni di Catanzaro, sparandogli due colpi ad un ginocchio. La vittima dell’agguato, ricoverata all’Ospedale di Tor Vergata, è un pregiudicato per reati di droga e associativi di stampo mafioso.

Non è il primo episodio quest’anno, come ce ne sono stati diversi anche nel 2011. Secondo i dati forniti dalla Polizia, fino ad agosto ci sono stati 14 omicidi volontari e 41 tentati omicidi, oltre a 2042 rapine e 175 violenze sessuali. Dati, c’è da dirlo, in sensibile calo rispetto all’anno scorso, quando in media ogni tipologia di crimine (sempre nei primi 8 mesi) aveva numeri superiori del 40%.

È un’amara realtà, però, che Roma dal 2009 ad oggi sia diventata nuovamente teatro, come negli anni ’80 e ’90 quando imperversava la Banda della Magliana, di episodi criminali non più riconducibili alla delinquenza comune e occasionale. Esecuzioni in pieno giorno, gambizzazioni, sparatorie, avvertimenti di vario genere. E sullo sfondo non più solamente le periferie dimenticate da tutti, ma anche le strade centrali dello shopping e dei “palazzi”.

 Valerio Valeri

 

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