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Rivoluzione Civile: il partito di Ingroia verso lo scioglimento

Rivoluzione Civile

Saranno stati gli scarsi o meglio inesistenti successi riportati nelle ultime elezioni, o forse sarà semplicemente colpa dell’eccessivo caldo fuori stagione degli ultimi giorni, fatto sta che Rivoluzione Civile si sta avviando al definitivo scioglimento. Il movimento, che aveva come candidato premier il magistrato Antonio Ingroia, ha preso atto dell’impossibilità di trovare per il futuro una strategia comune tra tutte le sue componenti.

Come si legge in una nota comune firmata dallo stesso Ingroia e da  Luigi De Magistris,  Angelo Bonelli, Leoluca Orlando, Oliviero Diliberto, Antonio Di Pietro e Paolo Ferrero: “I soggetti che hanno dato vita a Rivoluzione Civile hanno deciso all’unanimità di considerare conclusa questa esperienza. Il risultato insoddisfacente delle elezioni politiche del febbraio scorso ha indotto ognuna delle componenti a una riflessione profonda della nuova fase politica al proprio interno”.

La nota prosegue così: “Si è preso atto che le scelte strategiche future dei singoli soggetti sono incompatibili con la prosecuzione di un progetto politico comune, quanto meno nell’immediato. Resta intatta la stima reciproca tra tutte le forze che hanno dato vita a RC e la volontà di mantenere comunque interlocuzioni finalizzate al profondo cambiamento politico, culturale e sociale dell’Italia. Resta inoltre forte il convincimento che nel nostro Paese la presenza in Parlamento di rappresentanti delle forze unite attorno a Rivoluzione Civile avrebbe portato un arricchimento importante al dibattito per la realizzazione di una legislazione avanzata sul terreno dei diritti sociali e civili, della legalità, dell’etica nella politica e di un nuovo impianto istituzionale. Il contrario di quanto purtroppo è avvenuto”.

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