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Riordino province: Tagli per la Puglia, proroga per la Sicilia

Mappa riordino Province. Foto ANSA

La notizia è ormai di dominio pubblico, è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il decreto di riordino delle Province, in poche parole, secondo quanto dichiara il provvedimento, si procederà a eliminare 34 province italiane, da 86 diventeranno 51. Il ministro della Funzione Pubblica, Patroni Griffi ha dichiarato riguardo al decreto: “Il processo è irreversibile. Si tratta di un provvedimento di tipo ordinamentale e strutturale nella logica avviata con la spending review”.

Ovviamente questo nuovo sistema di province sarà pienamente attivo solo a partire dal 2014 ma già da subito sono cominciati i primi tagli, accorpamenti, unioni e cancellazioni. I nuovi confini territoriali italiani ovviamente non accontentano tutti e molte sono già le prime rivolte e proteste di tutti coloro che non vogliono vedersi accorpati e non vogliono perdere la propria identità.

In Puglia le province fino ad ora erano Foggia, Barletta-Andria-Trani, Bari, Taranto, Brindisi e Lecce ma questo riordino ha portato la regione a eliminare due province e il nuovo assetto è Foggia-Bat , Brindisi-Taranto, Bari e Lecce. In poche parole il riordino approvato questa mattina dal Governo prevede l’accorpamento di Barletta-Andria-Trani con la provincia di Foggia, poiché non hanno i requisiti per rimanere provincia e invece Brindisi e Taranto si sono fondate in una sola e Taranto diventa capoluogo della nuova provincia perché ha più abitanti di Brindisi.

Ovviamente da un lato c’è chi non approva la nuova strutturazione come l’ex senatore Euprepio Curto, attualmente consigliere regionale di Futuro e Libertà, che ha dichiarato: “La scelta del Governo nazionale di dire no alla super provincia, limitandosi ad accorpare Brindisi e Taranto, isolando Lecce, appare una soluzione più ragionieristica che politica. E, pertanto, non è assolutamente condivisibile in quanto non esalta le specificità di un territorio che proprio dal riordino avrebbe potuto amplificare le proprie potenzialità. Anzi, lo penalizza”.

Mentre l’assessore al Bilancio della Regione Puglia Michele Pelillo, consigliere eletto a Taranto, ha sottolineato: “Sono soddisfatto della scelta del Governo: l’accorpamento delle province di Taranto e Brindisi non e’ piu’ un’ipotesi”.

Il caso problematico invece rimane per tutti quello di Molfetta, la nuova riforma istituzionale, infatti, se sarà applicata senza tener conto della volontà espressa dai Comuni, ipotesi che sembra al momento la più plausibile, vedrà la città di Molfetta rientrare nella Città metropolitana. In caso contrario, la nuova Provincia di appartenenza sarà quella di Foggia, snaturando completamente origini e tradizioni di una bella e grande città storicamente del Barese.

Inoltre nella cittadina non c’è stato tempo nemmeno per la consultazione dei cittadini attraverso un referendum o un dibattito pubblico, come accaduto altrove. Nel frattempo dal prossimo primo gennaio verranno meno le giunte provinciali, nella fase di transizione sarà possibile per il presidente delegare non più di tre consiglieri, fino a quando il sistema non andrà a regime nel 2014.

Da questo riordino rimane fuori la Sicilia insieme alle altre 4 regioni a statuto speciale, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Sardegna, che oggi rappresentano 18 province, di queste regioni ci si occuperà in seguito, visto che la legge sulla spending review concede a queste realtà 6 mesi di tempo in più.

Valentina Molinero

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