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Rilanciare lo sviluppo industriale di Palermo e provincia, incontro Cisl

 

Dalla vertenza Fiat di Termini Imerese, a Fincantieri e Keller, e a seguire i grandi gruppi industriali nazionali, quale sarà il destino del tessuto industriale del territorio palermitano e per ricaduta di quello dell’intera Isola è stato l’argomento che ha tenuto banco oggi a Palermo, in un incontro organizzato dalla Cisl Palermo Trapani e dalla Fim Cisl Sicilia.

Un incontro a cui hanno preso parte i segretari nazionale e regionale della Fim Cisl, Giuseppe Farina e Salvatore Picciurro, il segretario Fim Cisl Palermo Trapani Ludovico Guercio segretario Fim Cisl Palermo Trapani, ma anche il numero uno della Cisl siciliana Maurizio Bernava, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e il presidente di Confindustria Palermo Alessandro Albanese. Ed è sul ruolo dei gruppi industriali nazionali per la ripresa degli investimenti produttivi sul territorio,che si è focalizzata l’attenzione del presidente Albanese, per il quale “sia la Regione che il governo nazionale devono creare le condizioni perché i gruppi made in Italy, come Ansaldo Breda e Finmeccanica, restino nel territorio regionale”.

Albanese si è spinto oltre chiedendo una legge speciale di sviluppo per la Sicilia, che punti sul rilancio dell’industria manifatturiera, in particolare della logistica e dei trasporti. “Il problema- sottolinea- è capire come fare, perché se i grandi gruppi vanno via, come ha già fatto la Fiat, poco o niente rimarrà per la produzione. Vogliamo rimanere solo consumatori o vogliamo riuscire a produrre per mantenere l’occupazione e creare nuovi posti di lavoro? E’ possibile applicare una politica di sostegno all’occupazione – prosegue Albanese- attraverso ciò che compriamo: ad esempio la Regione (assessorato Infrastrutture e trasporti, ndr) ha da poco pubblicato un bando per l’acquisto di treni, ma nell’avviso ha dimenticato di inserire anche la manutenzione per cinque anni dei mezzi, che dovrebbe essere realizzata esclusivamente nel territorio regionale. Questo creerebbe nuove opportunità, perché si utilizzerebbe manodopera locale. Non dimentichiamo che in Sicilia abbiamo personale molto qualificato, frutto di trent’anni di attività produttiva”.

Da parte sua la Cisl chiede alla Giunta Crocetta di risolvere tutte le vertenze in atto, a cominciare da Fincantieri e Orlando, invitando la Regione a porre la sviluppo al centro delle politiche, ribadisce quanto sia “irragionevole affrontare le singole emergenze senza che vi sia una strategia complessiva.

 “Serve un serio piano industriale da parte della Regione –ha affermato Mimmo Milazzo Segretario Cisl Palermo Trapani –  che deve attivare tutti i percorsi del rilancio produttivo. Per Fiat di Termini Imerese si pensi subito alla realizzazione delle opere previste dall’accordo quadro, per Fincantieri si proceda in tempi rapidi con le revoca degli appalti precedenti e la realizzazione del bacino da 80 mila tonnellate attraverso la firma di un accordo di programma fra Regione e azienda, non si può più perdere tempo”.  

“Il settore metalmeccanico soffre – ha spiegato Ludovico Guercioci sono oltre 2 mila lavoratori in cassa integrazione, negli ultimi anni sono andati persi 200 posti di lavoro, bisogna agire subito”.

“Ci preoccupa molto – ha aggiunto Salvatore Picciurro Segretario Fim Cisl Sicilia – il fatto, ad esempio,  che la Regione non comprenda il valore strategico del cantiere navale di Palermo per lo sviluppo di tutta la Sicilia, tutta la vicenda è stata gestita con superficialità , questo vale anche per la vertenza Fiat di Termini Imerese, per la quale serve un assunzione di responsabilità. Se anni fa, fossero state realizzate le opere previste dall’accordo, forse oggi la vertenza non sarebbe a questo punto”.   

“Serve un piano generale di sviluppo – ha aggiunto Maurizio Bernava Segretario Cisl Sicilia. “Sarebbe il caso che la Regione mettesse subito al centro delle scelte lo sviluppo attraverso l’uso dei fondi europei, il rilancio infrastrutturale, un’operazione di marketing per attrarre investimenti, e per fare questo serve una forte e seria interlocuzione con il governo nazionale come è stato fatto nel Friuli sulla vicenda Elettrolux.  Serve un piano che attrezzi le aree di Termini e Carini , favorisca investimenti, sostenga gli investimenti e le imprese con innovazione, ricerca , servizi. La programmazione dei fondi europei non deve mirare alla singola opera ma a tutto il sistema con interventi come la banda larga, l’interconnessione ferroviaria,  la viabilità, la messa in sicurezza , il cablaggio, la concessione di capannoni e costo zero, incentivi alle imprese, tutti interventi che possano incoraggiare le aziende dei grandi gruppi industriali a restare in Sicilia”.  

Marina Pupella

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