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Riforma sugli appalti: l’Anac non si pronuncia

La riforma sugli appalti che l’Ars aveva approvato, al Consiglio dei Ministri è stata impugnata. Avevamo inviato una serie di domande a Raffaele Cantone, presidente dell’Anac, l’Associazione nazionale anti-corruzione, perché prima del no del Governo,  l‘Assessore regionale ai Infrastrutture Giovanni Pizzo aveva protestato: “Se la legge sugli appalti venisse impugnata si favorirebbe la mafia perché chi presenta un ribasso superiore al 25% d’ora in poi dovrà presentare i giustificativi di spesa in fase di partecipazione alla gara”.

Ma a distanza di venti giorni, dagli uffici dell’Anac e dal Presidente Cantone nessuna risposta. Noi, intanto, pubblichiamo i nostri quesiti:

Roma boccia la riforma sugli appalti in Sicilia, eppure, la Giunta Siciliana l’approva e sostiene che blocca le infiltrazioni mafiose, che nelle nostra terra sono uno dei maggiori problemi.

Quali possono essere le soluzioni per poter conciliare il governo statale e regionale sulla riforma?

 La riforma regionale è stata fatta con il chiaro intento di evitare le infiltrazioni mafiose. Se venisse bocciata definitivamente, quali provvedimenti bisogna prendere per evitare che avvisi e bandi di gara vadano nelle mani della criminalità organizzata?

 Se il Codice degli Appalti venisse approvato entro l’anno, la legge regionale decadrebbe automaticamente. Secondo lei è questa la manovra che il governo nazionale vuole attuare?

 Il Consiglio dei ministri sta temporeggiando, nonostante i tecnici di Palazzo Chigi abbiano affermato che la legge regionale sugli appalti sia incostituzionale. Perché si temporeggia?

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Francesco Panasci

Giornalista ed Editore ma anche musicista e produttore.

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