Scuola & Università

Basta cementificazioni

Lagalla e Aricò (foto di Rossella Puccio)

Adiacente il palazzo dei Chiaramonte (Palazzo Steri) a piazza Marina, a Palermo, la chiesa di Sant’Antonio Abate è stata ieri – martedì 7 agosto – sede dell’incontro tra l’Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente, rappresentato dall’assessore Alessandro Aricò e l’Università di Palermo nelle figure di Roberto Lagalla, Magnifico Rettore, e Salvatore Barbaro, presidente del C.I.R.I.A.S. (Centro Interdipartimentale di Ricerca in Ingegneria dell’Automazione dei Sistemi). Una volta sottoscritto e firmato il protocollo d’intesa si è passato alla spiegazione del tema dell’incontro: edifici eco-intelligenti secondo il modello teorico dell’economia ecologica.

“Abbiamo sempre posto grande attenzione ai progetti dell’Universita di Palermo” esordisce Aricò “I Campus “eco-intelligenti” possono dare un grosso aiuto all’innovazione tecnologica della nostra Regione fornendo delle linee guida per il consolidamento degli stabili. Ci sono molti immobili inutilizzati che dovrebbero essere a disposizione della collettività” continua l’assessore “Si devono proporre soluzioni che verifichino la solidità degli edifici, vivendo noi in terra sismica, cercando di ottimizzare i costi economici ed energetici risparmiando fino al 70% per consegnare un prodotto che garantisca benessere e vivibilità.”

L’obiettivo primario è quello di tutelare ed aggiornare il cittadino tramite la creazione di uno sportello informativo in ogni comune della Regione proponendo una mappatura dei palazzi a rischio, in collaborazione con gli enti locali, tramite la stesura di un piano regolatore edilizio su scala regionale che riguardi l’efficienza energetica degli edifici. La collaborazione tra la Regione, l’Università e il C.I.R.I.A.S. dovrà diventare sempre più sinergica grazie allo studio di nuovi metodi di costruzione che verrano proposti sfruttando il connubio con i costruttori edili. Un progetto ambizioso, quindi, che punta al raggiungimento di un’economia trasparente basata sul risparmio ed alla formazione di maestranze e mestieri gestita direttamente dall’Università di Palermo.

“Questa è una novità assoluta: il recupero di immobili in disuso è direttamente proporzionale alla creazione di nuovi posti di lavoro grazie a finanziamenti europei. Si può ipotizzare (ma con nessuna certezza) un incremento di centomila nuove assunzioni nel prossimo triennio”. Così Nino Galante, responsabile del progetto in questione nonché dirigente economico del C.I.R.I.A.S. La certificazione degli immobili e il calo dei costi sembrano essere il punto principale del progetto volto al riciclo urbanistico. La valorizzazione del territorio deve avvalersi del dialogo con le associazioni di categorie, gli ordini professionali, le imprese, i cittadini ed i proprietari di immobili affinchè il prodotto locale lordo cresca: si favorirà la costruzione bio-edilizia, la sicurezza sismica e la formazione professionale. Competitività e attrattiva della Regione sono sempre al centro dei progetti promossi dall’Università locale per cercare di innalzare il livello di eccellenza e di incuriosire le altre amministrazioni regionali italiane.

“I dipartimenti delle facoltà di Economia e di Ingegneria hanno effettuato parecchi studi sul risparmio economico ed energetico. Spero vivamente che le prossime elezioni regionali consegnino alla Sicilia un’amministrazione sensibile e curiosa ai progetti dell’ Università come si è dimostrata di essere l’amministrazione attuale”, conclude rapidamente Roberto Lagalla rivolgendosi all’assessore Aricò, già in campagna elettorale.

Simone Giuffrida

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