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Riapriamo le porte del nuovo Montevergini alla cultura

Riceviamo e pubblichiamo.

Dopo due anni di chiusura al pubblico, riteniamo indispensabile per la vita culturale della città che uno spazio come il Nuovo Montevergini, moderno centro culturale e di residenza artistica, venga restituito alla sua attività creativa.

Perché dopo due anni di chiusura, la città sente il bisogno di uno spazio alternativo a quelli istituzionali, in cui poter esprimere linguaggi e proposte artistiche diverse.

Perché  il Nuovo Montevergini é stato per la Città  uno spazio aperto alla creatività degli artisti e delle compagnie.

Perché oggi in città non c’è uno spazio pubblico destinato alla contemporaneità  ed alla ricerca, perché in città non c’è uno spazio destinato ai giovani artisti, perché in città non c’è un luogo attrezzato idoneo alle attività artistiche così come il Nuovo Montevergini.

Perché la capacità della struttura e l’identità culturale acquisita non vada del tutto dispersa.

Perché un luogo di cultura non lasci spazio al degrado e ad atti vandalici, continuando il suo costruttivo dialogo con il  quartiere in cui risiede e contribuendo alla crescita sociale dello stesso.

Perché il Nuovo Montevergini é l’unico spazio dotato di una foresteria e di luoghi idonei a consentire residenze creative e artistiche così come sperimentato con successo.

Perché in città si sente bisogno di un luogo di ricerca artistica pubblico, gestito secondo parametri di qualità e professionalità.

Perché il Comune di Palermo ha investito risorse ed energie per sviluppare all’interno dello spazio un progetto, immaginando un luogo attrezzato ed idoneo alle diverse attività di spettacolo.

 

Per questo chiediamo all’amministrazione Comunale che lo spazio venga riaperto al pubblico nel più breve tempo possibile e venga destinato, proseguendo il percorso avviato, alle attività culturali, alla ricerca, alla nuova drammaturgia, al teatro, alla musica, alla danza ed alle nuove espressioni artistiche. 

 

Un luogo chiuso é un luogo negato, un luogo inattivo é un luogo morto. 

 

100 FIRME (le prime) PER IL MONTEVERGINI:

 

Roberto Andò (regista), Roberta Torre (regista), Giovanni Veronesi (regista), Salvo Ficarra e Valentino Picone (attori), Pino Caruso (attore), Leo Gullotta (attore), Alessio Boni (attore), Moni Ovadia (attore), Alessandro Haber (attore), Rocco Papaleo (attore), Isabella Ragonese (attrice), Samuel Romano dei Subsonica (musicista), Paolo Briguglia (attore), Gigi Lo Cascio (attore), Vincenzo Pirrotta (attore), Philippe Daverio (critico d’arte), Michele Riondino (attore), Francesco Scianna (attore), Claudio Collova’ (regista), Vincenzo Ferrera (attore), Paride Benassai (attore), Fabrizio Ferracane (attore), Giuseppe Cutino (regista), Ignazio Garsia (direttore artistico), Filippo Luna (attore), Barbara Tabita (attrice), Clara Gebbia (regista), Marco Betta (musicista), Lello Analfino (musicista), Andrea Peria Giaconia (Agis Sicilia), Giuseppe Marsala (operatore culturale), Rosario Perricone (direttore artistico), Dario Sulis (musicista), Diego Spitaleri (musicista), Beatrice Monroy (scrittrice), Gianni Gebbia (musicista), Daniela Cerniglaro (costumista), Sabrina Petyx (attrice), Gianni Carluccio (scenografo), Marco Balsamo (produttore), Massimo Minutella (conduttore), Silvia Ajelli (attrice), Stefania Blandeburgo (attrice), Aurora Falcone (attrice), Luca Lo Bianco (musicista), Roberto Cammarata (musicista), Tiziano Di Cara (organizzatore), Fabrizio Romano (attore), Marco Canzoneri (musicista), Domenico Pellegrino (artista), Rosario Tedesco (attore), Roberto Salemi (attore), Ezio Trapani (organizzatore), Enzo Venezia (scenografo), Umberto Cantone (regista), Dora Argento (Costumista), Gigi Borruso (attore), Pietro Massaro (attore), Mauro Lo Monaco (organizzatore), Filippa Ilardo (critico teatrale), Silvio Parito (organizzatore), Giovanna Velardi (coreografa), Giuseppe Muscarello (coreografo), Roberto Cammarata (musicista), Ugo Giacomazzi e Luigi Di ganci (attori), Claudia Puglisi (regista), Antonio Puccia (attore), Vincenzo Musso (attore), Carlo Ramo (pubblicitario), Giovanni Callea (operatore culturale), Chiara Agnello (casting), Silvio Parito (organizzatore),  Elisa Parrinello (regista), Giacomo Guarneri (attore), Marcella Vaccarino (attrice), Giulia Andò (attrice), Roberta Caronia (attrice), Luigi Biondi (light designer), Marcello Mordino (Attore), Francesco Giunta (musicista), Cinzia Maccagano (attrice), Daniele Pilli (attore), Alessio Piazza (attore), Eldo Lauriano (musicista), Maurilio Leto (attore), Gabriele Noto (editore), Maurilio Prestia (organizzatore), Orio Scaduto (attore), Francesco Cusumano (organizzatore), Giuseppe Sciortino (organizzatore), Alessia Spatoliatore (attrice), Alli Traina (scrittrice), Domenico Argento (musicista), Serena Ganci (musicista), Ludovico Caldarera (attore), Enzo Patti (artista), Riccardo Serradifalco (musicista).

Sono tanti gli artisti ed operatori che in questi anni hanno collaborato ed operato all’interno dello spazio e quest’appello mostra ancora come un centro come il  Nuovo Montevergini, che in passato ho contribuito a ideare e coordinare, abbia lasciato un piccolo segno in città e non solo.  Da tempo io ho rimesso il mio incarico all’amministrazione (titolare dello spazio) e oggi ribadisco tale posizione, con la speranza comunque che lo spazio possa riprendere la sua vita culturale, anche dopo gli importanti interventi tecnici che sono stati apportati al suo interno. L’incarico all’associazione da me rappresentata (che ha ideato, immaginato ed organizzato il luogo come moderno centro culturale polivalente), si riferiva al coordinamento artistico ed organizzativo dello spazio secondo una precisa convenzione che ne regolava l’uso e non era, come erroneamente più volte detto, “un affidamento”, lo spazio per questo motivo, nel corso degli otto anni di attività, ha mantenuto la sua natura di spazio pubblico destinato alla contemporaneità. Ritengo che oggi la città abbia bisogno di un luogo aperto a culture diverse, ai giovani, alla ricerca, così come il Montevergini è stato, oggi più che mai il percorso d’investimento intorno alla contemporanietà ha subito una brusca frenata che uno spazio come questo potrebbe contribuire a sanare. La mia esperienza in questo luogo resta un’esperienza personalmente esaltante con un forte legame con la città artistica e dalla forte identità culturale, per questo mi auguro che presto comunque lo spazio possa riprendere le sue numerose attività non perdendo quell’identità acquisita in otto anni di creazioni, progetti ed iniziative.

Alfio Scuderi

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