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Renzi: se la matematica non è un’opinione… 100, 1000 e passaguai

foto fonte loschifo.it

L’Italia la cambiamo, piaccia o non piaccia ai soliti noti esperti di palude. #millegiorni e l’Italia tornerà leader, non follower.

Con questo tweet il primo ministro italiano Matteo Renzi conferma, a se stesso e ai suoi alleati, l’iter messo in atto per far uscire l’Italia dal buio di questa crisi economica. Il buon Renzi non si smentisce e dimostra di essere un politico dell’ultima generazione, ma così un po’ come accade nei governi regionali dove i numeri non sono numeri, le cifre non sono cifre, le percentuali manco a dirlo, ritorniamo a discutere sul già presentato programma dei 100 giorni dove la maggior parte degli italiani, popolo di creduloni e di buona fede, avevano dato per quasi certo l’attuarsi del grande progetto innovativo e propositivo di questo governo.

Per la maggior parte degli imprenditori italiani 100 giorni equivalgono a qualcosa di più di 3 mesi: in 3 mesi si pagano mutui, stipendi, spese ordinarie di luce, acqua, gas e telefono, si dovrebbero onorare le imprese fornitrici, bisogna pagare o per meglio dire farsi estorcere quelle amate tasse che hanno fatto dell’Italia un paese civile, democratico e fondato sul lavoro.

Ma se i 100 giorni che spesso determinano, a causa di scarsa liquidità economica, errati investimenti e spese non previste, si aggiunge quella che è stata la più stravolgente crisi economica mai vista se non dopo la seconda guerra mondiale, figuriamoci quale fiducia e serenità possa trasmettere il nuovo progetto del governo nazionale così come presentato sul sito http://passodopopasso.italia.it/ (pieno di parole e vuoto di contenuti) che dovrà dare i suoi frutti nei 1000 giorni.

Bisognerebbe ricordare al giovane determinato, incosciente primo ministro che mille giorni è l’equivalente di oltre 3 anni di attesa. Ci chiediamo: chi sopravviverà entro questi limiti temporali in attesa che l’Italia possa uscire dal disastro economico che l’ha colpita? Ma è così difficile comprendere così come più volte hanno recitato i più grandi economisti del mondo,  che il problema del nostro paese è per la maggior parte dei casi legata alla super tassazione nei confronti delle imprese, della lentezza burocratica, del costo del lavoro? A quale santo ci dovremmo appellare per riuscire a comunicare quanto da mesi si discute in tutti i Tg di Europa se non del mondo le cause della nostra regressione economica?

Renzi, pur essendo stato per qualche mese, il politico della speranza, oggi possiamo dire che anche la speranza è venuta a mancare, che i conti non potranno tornare specie se i tempi sono quelli dettati dal suo programma. Le riforme sulla giustizia in Italia, se pur minimamente approvatehanno avuto priorità rispetto a un paese che piange lacrime di sangue per la scellerata gestione succedatisi negli ultimi 50 anni dei vari governi e che oggi ha trovato un triste epilogo per tutta la società civile italiana.

Ancora peggio saranno le prospettive che potrebbero avere i nostri figli dove ormai si parla di come lasciare l’Italia mandando a quel paese le istituzioni che fino ad oggi nulla hanno fatto e, come si prospetta, poco faranno per ridare coraggio, fiducia e orgoglio nel segno del più naturale patriottismo.

Francesco Panasci

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Francesco Panasci

Giornalista ed Editore ma anche musicista e produttore.

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Un Commento

  1. siamo nelle mani di gente che pensa solo a se stessa. il loro bene primario è continuare a prenderci in giro alimentando invece il loro benessere. Renzi, insieme alla sua allegra combriccola, è solo un fantoccio. ci vuole la rivoluzione. altro che sblocca Italia!

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