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Renzi, il NO vince sull’arroganza e su finte strategie di comunicatori del nulla

Matteo Renzi - Dimissioni - Referendum della discordia - PD - Fine di un governo
Matteo Renzi – Dimissioni – Referendum della discordia – PD

(di F. Panasci) Un  netto e determinato “NO” del popolo ha vinto sul “Si” dell’infinita  discordia del PD.

Un partito democratico che del “Si” ne ha fatta la propria ragione di vita pur sapendo della già prevista sconfitta. Una sconfitta che sa di castigo.

Il popolo italiano, di questo referendum, ne ha fatto invece strumento di vendetta.  Una vendetta che colpisce tutte le amministrazioni governate dal Partito Democratico, consapevolmente colpevoli della caduta di Renzi.

Renzi ha perso, ma non da solo come vuole e vogliono farci credere.

I sostenitori BIG del Si quali: Napolitano,Verdini, De Luca, tanto per citarne qualcuno, e , infine, Prodi sono stati certamente quelli che hanno convinto ancora di più il popolo ha votare NO.

L’odio profondo che coinvolge la gente verso certi politici era risaputo, ma Renzi ha reclutato tutti, anzi di più.

Il salvataggio di Banca Etruria con l’assoluzione dei vertici del gruppo bancario a discapito dei risparmiatori ha provocato sdegno e rabbia degli italiani contribuendo al voto di protesta e di rottura.

Ma non va sottovalutato inoltre il “distacco” con cui ha fatto gestire  incontri e comizi e nei confronti delle persone, giornalisti e professionisti nei territori coinvolti. Una vera presa di distanza  fatte di transenne, strade e piazze chiuse.  Uno spiegamento di forze dell’ordine e il blocco assoluto nei confronti del popolo che forse avrebbe potuto ascoltare e capire meglio della riforma promosssa.  Invece “No”. Comizi per pochissimi intimi e per lo più dello stesso partito quasi da riunione di condominio.

Così come è accaduto in Sicilia e a Palermo.  Renzi ha replicato il suo passaggio in città per ben quattro volte. E tutte le volte giungeva blindato, anzi, più che blindato e scortato e ben lontano da un”rapporto” diretto che un capo di governo dovrebbe avere con il suo popolo.

Un distacco che va oltre la stessa sicurezza e provocando solo dissapori e malumori quasi al limite dell’odio.

Ma le colpe di tanta sconfitta è da attribuire anche agli amministratori siciliani del  partito democratico.

L’opera di convincimento referendaria messa a punto per il  popolo siciliano non sortì effetto.  Come chiedere fiducia in un periodo di vacche magre lungo quasi tre anni dove il popolo ha versato lacrime e sangue? Dal sistema sanitario che ha prodotto “morte” a imprese e malati,  al comparto della formazione che da anni fa finta di partire, ma mai è riuscito. O come il Turismo, con l’ultima trovata degli “stati generali” fatta tra amici  su chiacchiere  e patrocini delle mille euro e da comunicatori dell’ultima ora “acquistati” con qualche spicciolo o poco di più. Il vuoto e nient’altro.

Poi c’è la storia dei “bandi” presentati e mai giunti in gazzetta. Anni di attese per vedere poi perdere le risorse messe a disposizione dall’Europa. Tranquillizziamoci poichè c’è il nuovo Programma Operativo 2014-2020 – dicevano in tanti –   decantato, promosso e amplificato con sistemi surround,  ma ad oggi  nisba. Nessun Bando pubblicato. Tutto questo a certificare la totale inaffidabilità e inadeguatezza dei nostri governanti.

Ecco , questo è l’insieme dei fattori che secondo  quanto ci racconta la gente hanno influito negativamente sul conto che ha dovuto pagare Renzi e CO.

Il conto da saldare è arrivato ed è pure salato. Ma nel prossimo futuro ci attendono le politiche nazionali e ci saranno certamente altre sorprese. Quali?

Intanto con molta probabilità  il Presidente Mattarella rigetterà le dimissioni del premier e si andrà pian piano verso nuove elezioni con Matteo, ma unitamente a questo cosa ci riserverà il prossimo futuro?

Nel frattempo il popolo del PD dovrà fare un “mea culpa”?

Chiedetelo all’affidabile popolo italiano.

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Un Commento

  1. perfetto ma perche vai alle votazioni nazionali tra un po ci sono le comunali e poi le regionali e lo stesso segnale mandato dal popolo al referendum vale lo stesso,come dire tutti a casa,finiu america.Certo ci è voluto un po di tempo ma la sicilia e stata sempre all’avanguardia dei cambiamenti,un vero laboratorio ciao

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