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Renzi: il discorso, i cento giorni e la fiducia

 

Sembrerebbe proprio che Renzi voglia guarire l’Italia dalla sua malattia. Il neo premier ha suscitato interessi e disinteresse alla maggior parte di italiani. Ancora oggi riusciamo a sopportare quell’evergreen utilizzato dai vari premier che si sono succeduti negli ultimi anni: “i cento giorni”.

Con questo titolo o slogan potremmo scrivere una sceneggiatura di un film. I cento giorni di…. Berlusconi, Bersani, Letta e infine Renzi che fra tutti sembra il più credibile ma anche il più ingenuo. Proprio perché lui è cosciente della macchina burocratica e ancor di più della macchina politica. Se è vero che la voglia di risolvere i problemi in cento giorni di un intero paese possa passare da un discorso di petto, accattivante e passionale, dall’altra parte ci stanno i “lupi” della politica italiana che per svariati motivi – invidia, gelosia, non capacità, sete di potere … – faranno di tutto per ostacolare l’idea progetto di Renzi. Il buon Matteo, comunque, non è un santo, seppure giovane è un navigato politico che ha dimostrato anche all’interno del proprio partito che i conti li sa fare (vedi la salute di Bersani & Co.).

Ma c’è l’altra faccia della medaglia che riguarda il popolo italiano che seppur di carattere mite, di molte parole e di pochi fatti, ancora una volta vuole dare possibilità a questo nostro primo ministro di potere dimostrare quanto da lui esposto nel discorso di insediamento e in quello di presentazione della squadra di governo. Per gli italiani basterebbe poco per cominciare a vedere quella luce che ormai non vediamo più da tanti anni: un fisco tagliato del 10%, la riduzione dei costi del lavoro, lo “sfruttamento” dei fondi europei a favore delle infrastrutture, delle imprese, dell’ambiente e del sociale, ma soprattutto l’abbattimento drastico e serio del costo della politica e della casta tutta. Intanto i cento giorni sono diventati 97 e sappiamo che il giovane Matteo da buon mattino è operativo per mettere in atto quanto da lui annunciato.

Come ci riferiscono molti nostri lettori e telespettatori a Matteo va dato spazio e fiducia perché così come dettato dal suo intervento “… se falliremo la colpa sarà solo ed esclusivamente mia… ” conferma un pensiero mai sentito da nessun predecessore perché le colpe sono sempre degli altri e mai di chi governa.

A questo punto dopo aver sentito telefonicamente diversi amici, lettori e nemici, voglio sposare un’idea di fiducia condivisa con l’amico Rino Martinez dove in una sua espressione mi ha parzialmente convinto che se “c’è stato tempo per dare fiducia a tanta gente che fiducia non meritava, perché non dare possibilità a una persona che ancor prima di iniziare si prende le colpe di un progetto che potrebbe avere tutti i requisiti per essere vincente?”

A conclusione di questo pezzo mi viene spontaneo condividere il pensiero di Rino e aggiungo che se non si raggiungeranno gli obiettivi prefissi  sicuramente non sarà solo per colpa di Renzi.

Vai avanti Matteo!

Francesco Panasci

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Francesco Panasci

Giornalista ed Editore ma anche musicista e produttore.

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