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Renzi, Crocetta e Baccei e il gioco delle tre carte. Il banco è di 500milioni?

crocetta_gay_prideRenzi, Crocetta e Baccei e il gioco delle tre carte. Il banco è di 500milioni?

(di Francesco Panasci)  Tre lunghi anni di Regione Sicliana e non sentirli…

Si è vero! Sono passati tre anni di governo Made in Crocetta e non li ha sentiti. Sembrano volati veloci per lui, ma non per noi siciliani. 

Una escalation lunga e interminabile di parole, spot e promesse. Tutte promosse da una intensa attività di comunicazione, per lo più nazionale, dove Rosario ne è stato protagonista assoluto. La sua, è stata una super campagna contro gli sprechi e la mala gestione della cosa pubblica, dove la mafia e la mafiosità erano all’ordine delle cose.

Cose nostre e cosa nostra a casa di tutti. 

Pane, acqua e mafia non devono mancare mai a c(o)asa nostra. Si questo era, ed è, il let motiv dello spietato presidente antimafia , unico nella sua specie.

Ogni qualvolta che il presidente di Gela toccava il fondo e si vedeva “perso” si aggrappava a quella terapia “salva poltrona”  chiamata buttana mafia. Una o più dosi di mafiaLex per via orale è tutto tornava come prima o più di prima.

Ecco che, passano gli anni,  i guai ritornano, la terapia pure, ma non risponde. Si è, e ci siamo assuefatti, questa medicina non funziona più.

Il medico (Renzi)  prescrive nuovi farmaci a base di antibiotico e altro. Medicine capaci di contrastare pure la forestazione del  male che si era “acceso” a causa di una forte  ‘Infiammazione” e propagato in una aerea tanto vasta ed estesa. Praticamente era tutto INfiamma(to).

Spento il fuoco, il medico gli consiglia un controllo urgente e periodico perché il male potrebbe ritornare e fare altro male: Elezionum. 

Farsi prendere dall’ Elezionum è pericoloso e pur contagioso e, se non curato per tempo, si rischia di “perdere” la vita (da casta).

Gli scienziati (alleati), studiando il caso, hanno riscontrato quali sono le cause e come contrastarle. La malattia si contrae di fronte a un attacco energico del virus sGrillo e Co. e, oggi, non c’è antibiotico che tenga.

Il medico della condotta (sempre Renzi) comunque  aveva imposto con determinazione una terapia “bilanciAta”. Somminstrazione di  unica dose massiccia (500ml.) a rilascio rallentato.

Tanto rallentato da non percepire  l’arrivare della dose. Ma la cura, dettata dal medico, è questa e deve essere rispettata dal paziente e basta.

Detto Fatto. Ritornato a casa, il buon Saro forte della terapia (palliativa) prescritta dal medico Matteo, torna a lavorare e a fare il Presidente della Regione Siciliana. 

Eccolo ripartire con una buona conferenza stampa e l’annuncio di una nuova “mission impossible”. Convincere il suo popolo che “tutto è stato risolto”.

“Chiuso l’accordo Stato-Regione, arriveranno i 500milioni, con diritto di recesso e a riscatto (compensazione) di altre pendenze e crediti”.

Saruzzo, dopo anni, si è accorto (avvisato da qualche redazione) che bisognava parlare di rilancio  del sistema produttivo siciliano e del reddito di cittadinanza.

Gli annunci arrivano con la simpatica esternazione-confusione di sempre: ” i milioni volano a destra e a manca, il bilancio è sistemato per sempre, l’austerity è finita, le imprese si arricchiranno, i poveri cambieranno mestiere e gli  “ultimi” arriveranno primi. per completare l’opera di convincimento della conferenza Saruzzo ha aggiunto: “non ci servono più nemmeno  i soldi per lo stato di calamità, annunciato qualche giorno prima,  che doveva servire per ripagare anche quelle imprese e i cittadini che avevavo subito danni, ma lui “splendido” com’è, rifiuta perche  i piccioli ci sono.

Ad ogni modo i siciliani saranno  sicuramente felici “a tempo determinato” e qualcuno  a “progetto” proprio perchè anche la gioia ha un prezzo e in questo tempo di crisi risulta alto. Accontentiamoci dei 500ml bilanciati e sbilanciati che certamente non basteranno a ripianare i tanti conti aperti e a soddisfare i parrucciani di casa Crocetta.

Insomma, diciamo pure che Renzuccio con una sorta di gioco delle tre carte, ha dato l’illusione di aver dato ciò che era nostro con l’aggravante di chi  poi se li è pure ripresi. Sembrerebbe la parodia  di un divertente Film di Totò, dove purtroppo non ride nessuno.

 

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Panasci

Giornalista editore e musicista. Da 20 anni anche produttore

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