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Renzi a Bersani: “Stop finanziamento ai partiti”

Matteo Renzi (foto internet)

“Il tentativo di Bersani è molto complesso. Se non ci sarà un suo governo, credo che giocoforza si torni a votare”. La pensa così Matteo Renzi, che intervistato a ‘Che tempo che fa’ promuove gli 8 punti proposti dal segretario per la formazione di un governo ma gli suggerisce di aggiungerci “l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti” che sarebbe “un atto di serietà, non di demagogia e si rimetterebbe in sintonia con il Paese”.

“Tutto il Pd ha detto a Bersani di andare avanti con gli 8 punti. Io non sono molto ottimista – ammette il rottamatore – ma spero di avere torto”. Secondo Renzi, infatti, “se non facciamo qualcosa di concreto nei prossimi 6 mesi, ad esempio se non paghiamo i debiti della pubblica amministrazione, perdiamo tra i 300 e i 500mila posti di lavoro e non andiamo da nessuna parte”.

Ma se si dovesse tornare alle urne a breve termine, Renzi torna a chiedere nuove primarie che, ricorda, “sono un passaggio obbligato”.

Primarie viste come “tema fondamentale” dal sindaco di Firenze che evidenzia come il bello del Movimento 5 Stelle è che “scegliendo le piazze sta facendo passare il messaggio che il cittadino è importante, non un consumatore” mentre il Pd lo ha fatto in un primo momento, ma poi si è fermato. “Se un partito – afferma – rinuncia a coinvolgere i cittadini perde la faccia”.

Tornando a Grillo e all’eventualità di un’alleanza di governo con Bersani, Renzi sottolinea: “Se Grillo si leva la maschera e decide di fare il governo con Bersani, per carita’ di Dio. Magari – aggiunge Renzi – chiariamoci su cosa vuol dire uscire dall’euro, perché la mia opinione è che ci sia poca Europa”.

Comunque, alle elezioni “ha vinto Bersani e ha avuto il diritto di giocarsela. Il mio compito è stato di assicurare lealtà in un Paese che è affetto dallo scilipotismo, cioè cambiare casacca. Spero che lo scilipotismo non diventi una caccia al grillino”, afferma Renzi. Aggiungendo che sarebbe come dire “adotta anche tu un grillino che passa” anche perché, ricorda il rottamatore, “lo abbiamo contestato quando lo facevano altri”.

Quanto all’ipotesi di un governo Pd-Pdl, il sindaco di Firenze ritiene che non ci sia alcuna possibilità, “almeno di un governo politico”. Per Renzi bisogna infatti prediligere “una soluzione che dia chiarezza, che siano le elezioni o che sia un governo che faccia un piano sul lavoro e poi una legge elettorale”.

Sul ventilato piano B che contempli una coalizione con il premier uscente Mario Monti Renzi è netto: “Non esiste alcuna di queste ipotesi”. “Non è che Monti -aggiunge- abbia vinto le elezioni”. Quanto al colloquio avuto recentemente con lui, fa sapere che il premier è semplicemente “preoccupato come tutti, ma se deve parlare con qualcuno lo farà con Bersani”. Durante il colloquio con Monti “io ho fatto notare, da sindaco, al presidente a cui va la gratitudine per la restituzione di credibilità all’Italia, alcuni temi pazzeschi. Noi abbiamo 20mila cantieri fermi, pur avendo i comuni fatto la gara d’appalto”. Secondo il sindaco di Firenze, “per una volta che non sono andato ad Arcore, mi fanno la polemica perché sono andato a palazzo Chigi”.

Poi la critica alla Direzione Pd che Renzi ha abbandonato dopo aver ascoltato pochi interventi: “Io sono per un partito bello, una comunità di persone, non per un partito che fa riunioni che sembrano terapie di gruppo, sedute di amministratori anonimi che si guardano in faccia e si raccontano”. E conferma di essere “abbastanza allergico alle formazioni partitiche tradizionali. Quanto al suo mancato intervento aggiunge: “Io rivendico il diritto di stare zitto”. (Adnkronos)

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