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Regione Sicilia, Crocetta e il fuoco amico

“Il potere logora chi non ce l’ha”. Mai aforisma andreottiano fu più azzeccato per dipingere la corsa alle poltrone di assessore della nuova Giunta “targata” Crocetta e alle candidature per le prossime Europee. Uno spettacolo indecoroso a cui i siciliani stanno assistendo già da oltre una settimana e che sta tenendo al palo tutta una serie di misure, dal ddl pagamenti debiti Pa alla Finanziaria bis, necessarie per la Sicilia e la sua economia.

L’Assemblea regionale siciliana ha infatti deciso di sospendere i lavori fino al 16 aprile, tempo presumibilmente utile per chiudere la partita delle candidature alle Europee, per verificare i requisiti di onorabilità dei neo futuri assessori (leggi deleghe), per verificare se effettivamente quello partorito da Crocetta è un Governo di grandissimo valore. I partiti, soprattutto il Pd, il partito del presidente della Regione, “rema contro”- per usare un’espressione cara all’ex governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo- il proprio uomo. Un Pd lacerato dalle divisioni, che ha la pretesa di governare la Sicilia e I’Italia. Ci sono i cuperliani di Raciti che,  finiti in minoranza dentro il partito, non hanno proposto alcun nome per la giunta ed ora minacciano di fare opposizione all’Ars, dove Crocetta rischia di non avere più i numeri necessari per governare.

Non a caso ieri sera, duri moniti al presidente sono stati lanciati sia dai deputati dell’area Cuperlo all’Ars sia da nove parlamentari nazionali della stessa corrente: Magda Culotta, Maria Greco, Franco Ribaudo, Maria Iacono, Angelo Capodicasa, Pippo Zappula, Giuseppe Berretta, Luisa Albanella, Tonino Moscatt, che chiedono all’inquilino di Palazzo d’Orleans di spiegare davanti a Renzi e ai vertici del Pd nazionale “il colpo di mano con il quale ha formato in Sicilia un governo regionale, partorito in totale spregio delle decisioni degli organismi regionali del Partito democratico, nonché privo del sostegno dei numeri all’Assemblea regionale“. Anche se poi, addolciscono la pillola: “Siamo contenti che il presidente Crocetta parteciperà alla Direzione nazionale”.

Saranno contenti, ma intanto non riescono neanche a trovare un accordo sulla famigerata candidatura di Beppe Lumia, fortemente voluta dal presidente Crocetta e molto contrastata dai cuperliani per il raggiunto limite di mandati in parlamento. Se Lumia dovesse vincere la sua partita, sono già al vaglio reazioni eclatanti dell’area Cuperlo, i cui esponenti nei giorni scorso hanno preannunciato dimissioni o sospensioni dagli incarichi nel partito e all’Ars. Lo stesso segretario regionale Fausto Raciti, in caso di stravolgimento della lista votata dalla direzione regionale, potrebbe dimettersi. Ma Lumia fa notare che la regola dello “svecchiamento” del partito dovrebbe valere anche per chi è stato all’Ars per diversi lustri, come Barbagallo e Cracolici.

Fra i dem, c’è chi come Gianfranco Vullo, dell’area Renzi-Faraone, continua a sostenere le scelte del governatore: “Non è più tempo per giochi e rito da vecchia politica- scrive in una nota il deputato regionale del Partito democratico all’Ars-. Anche nella coalizione di Crocetta qualcuno deve prendere atto di questa realtà. Ha fatto bene il presidente della regione a spingere sull’acceleratore per formare il nuovo governo. Questo, invece, è il tempo delle riforme di cui la Sicilia ha bisogno. Dobbiamo continuare su questo terreno su cui Crocetta si è già distinto particolarmente. In più col nuovo esecutivo dobbiamo correre per realizzare il programma. Servono scadenze certe e crono programma per dare risposte ai siciliani. Insomma in Sicilia ci dobbiamo muovere in politica e nel governo così come sta facendo il premier Renzi con step e date, puntando alla concretezza”.  Quella stessa concretezza che, non a parole, si aspettano i siciliani, a partire da quel 46% di disoccupati dell’Isola.

Marina Pupella

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