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Regione, Lo Curto: “Inaccettabili le dichiarazioni di Lupo contro il governo Musumeci”

(Riceviamo e pubblichiamo integralmente) Eleonora Lo Curto, capogruppo UDC all’ Assemblea Regionale Siciliana dichiara: “Ritengo siano inaccettabili le dichiarazioni del capogruppo Pd Giuseppe Lupo contro il governo di Nello Musumeci. Ciò che leggo è a dir poco sconcertante, per le evidenti e oggettive azioni poste in essere proprio dal governatore siciliano che con fermezza e lavoro silenzioso sta cercando di tirare fuori la Sicilia dalla palude del governo Crocetta in più d’una occasione sostenuto dai Cinquestelle. Tra tutte valga la sciagurata decisione di abolire le province e di firmare, a tutto danno di servizi essenziali (scuole e strade) da queste svolti, il famoso prelievo forzoso per contribuire alla finanza dello Stato, che ha reso drammatica la situazione per le casse della Regione e degli Enti intermedi che, al contrario di quanto avviene in Sicilia, ricevono contributi dallo Stato. Per non parlare dell’agricoltura dove 20 milioni di euro sono stati regalati solo a 4/ 5 aziende mentre gli agricoltori siciliani ogni anno sono costretti ad abbandonare le terre, i giovani a partire e noi ad assistere alla desertificazione della nostra economia.

Giustifichino come vogliono questo indecente accordo, ma non dicano che Musumeci ha svenduto la Sicilia a Salvini, al contrario proprio il Presidente ed il suo movimento, nonostante le tentazioni di qualche esponente di “Diventerà Bellissima” alle europee, si è mantenuto neutrale per il bene della Sicilia. Con Conte e i ministri leghisti come quelli cinquestelle, il presidente Musumeci insieme all’assessore Armao hanno doverosamente dialogato per rimettere a posto i conti, e non hanno risparmiato critiche sulla vicenda della continuità territoriale e sulla disastrosa condizione delle strade provinciali la cui competenza è dello Stato. Quanto alle riforme voglio ricordare che in meno di due anni il governo Musumeci ha realizzato quanto mai fatto da oltre vent’anni: ha istituito l’autorità di bacino, affrontato interventi per il dissesto idrogeologico, redatto il piano rifiuti e la relativa riforma che sono già in aula, la semplificazione amministrativa, la legge sul diritto allo studio, sulla pesca e tra poco la riforma dell’urbanistica e il governo del territorio, che sono già in commissione. Anche sul piano della certificazione della spesa dei fondi comunitari si sono fatti piccoli miracoli. Lupo, nell’ auspicio di giustificare l’indecente accordo, tentato da Zingaretti che subisce la leadership di Renzi, ha dimenticato tutte le decise e convinte esternazioni del suo segretario nazionale contro un eventuale governo giallorosso che ormai girano sui social a mo’ di barzelletta  e che dovrebbero indurre ad un doveroso silenzio. La verità è solo una: Salvini ha sbagliato strategia e tempistica, avrebbe dovuto sfinire i Cinquestelle e non dare a loro e neppure al dilaniato partito di Zingaretti-Renzi il tempo di riorganizzarsi posticipando le elezioni.

Il centrodestra unito ha stravinto ovunque ma è indispensabile che cresca il centro moderato, che sia forte nei valori e che ponga al centro delle azioni di governo i giovani, la scuola, le imprese e il lavoro. Basta con politiche assistenziali e clientelari, basta con le lobby delle grandi multinazionali che ci espropriano della nostra identità e storia economica: la Sicilia deve essere al centro di scelte di governo che pensino ai diritti dei siciliani e alla realizzazione concreta del riconoscimento delle prerogative statutarie. Altro che autonomia differenziata a favore del nord già ricco di infrastrutture e destinatario di risorse assai più cospicue di quelle previste per il sud. A settembre rilanceremo la legge per il riconoscimento delle condizioni di svantaggio derivanti dall’insularità e se qualcuno pensa di intimidirci con azioni di forza per l’alleanza giallorossa anche in Sicilia, sono certa che, a partire dall’Udc a tutte le altre forze della coalizione di centro destra, si troverà la responsabilità di essere e sentirsi orgogliosamente siciliani, uniti nel progetto di rinascita economica ed etica senza i quali qualunque aggregazione è destinata a fallire. È fallito il governo gialloverde e fallirà il governo giallorosso, nemici e separati in casa tenuti insieme dall’ansia del potere e dalla sparizione delle poltrone”.

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