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Regionali, a quattro giorni dal voto regna l’incertezza

Foto da Internet

Girano per le redazioni dei quotidiani isolani e nelle segreterie dei partiti destando di volta in volta timore o sollievo, sono tanti, di fonte diversa e molto spesso contraddittori. Sono i sondaggi sulle elezioni di domenica prossima di cui è proibita la diffusione per legge. Eppure le rilevazioni demoscopiche sono sulle scrivanie delle redazioni e dei candidati, diverse tra loro forse troppo tanto da ingenerare una diffusa incertezza sul risultato elettorale.

Non c’era bisogno dei sondaggi per capire che la signora incertezza è la vera regina di questo ultimo scampolo di campagna elettorale, si percepisce chiaramente nelle parole della gente e nelle espressioni dei candidati. Un decimale in più sull’avversario o rispetto alla temuta soglia del 5% può tramutare un sorriso in un’autentica espressione di terrore. Fino a Lunedì mattina sarà dunque buio, poi con l’apertura delle urne comincerà a far filtrare la luce che mostrerà vincitori e vinti.

Nel buio dell’incertezza però le paure si ingigantiscono e semplici sagome possono diventare mostri terribili, e i candidati tornano un po’ come dei bambini che nelle tenebre vedono aggirarsi le paure più grandi. Non è allora un caso che ci si affanni a denunciare tradimenti, ribaltoni e complotti di ogni sorta.

È paura allo stato puro determinata dalla grande incertezza. C’è così Nello Musumeci che denuncia il voto per Crocetta da parte delle truppe di Raffaele Lombardo e di Grande Sud e complice qualche retroscena giornalistico vede materializzarsi un accordo ai suoi danni tra l’ex sindaco di Gela e Gianfranco Miccichè. Quest’ultimo sempre in nome del presunto accordo dovrebbe andarsi a sedere sullo scranno più alto di Sala d’Ercole se Crocetta dovesse entrare a Palazzo d’Orleans. Dalle parti del Pdl invocano il voto disgiunto dell’Udc a favore di Musumeci in virtù di manovre di avvicinamento di Pier Ferdinando Casini verso Angelino Alfano.

Ci sono poi le paure del Pd tutte concentrate ad Enna dove si narra di un Vladimiro Crisafulli infuriato con i vertici democratici che farebbe votare i suoi per Musumeci e quelle della sinistra radicale che teme ancora una volta di rimanere fuori dal parlamento siciliano. Ma la paura più forte è che l’ombra dell’incertezza nasconda un Beppe Grillo più grande di quello che effettivamente è. Le urne potrebbero portare un Grillo gigantesco elettoralmente capace di scompaginare tutti i giochi della politica siciliana. La cupa incertezza di questi ultimi giorni continua a generare mostri sempre nuovi che però a differenza delle altre volte potrebbero essere tremendamente veri.

Adriano Frinchi

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