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Regionali, dov’è il pluralismo?

Palazzo dei Normanni (foto internet)

Mentre la campagna elettorale per le prossime regionali si avvia al rush finale degli ultimi dieci giorni, si fanno più pressanti i confronti fra i vari candidati alla poltrona di presidente della Regione Siciliana.

L’ultimo in ordine di tempo è quello convocato dalla Confapi, la Confederazione italiana della piccola e media industria privata, che ha convocato una serie di incontri con quattro dei dieci candidati allo scranno più alto di Palazzo d’Orleans: Rosario Crocetta (Pd, Udc), Giovanna Marano (Sel, Idv, FdS), Gianfranco Micciché (Grande Sud, PdS-Mpa, Fli, Mps) e Nello Musumeci (Pdl, Pid).  Ha declinato l’invito invece Giancarlo Cancelleri del Movimento 5 Stelle, perché impegnato nel tour regionale con Beppe Grillo.

Come spesso avviene in questo genere di incontri, però risultano snobbati i candidati degli altri schieramenti, quelli di rottura e di formazioni nuove e tutte da scoprire, come Gaspare Sturzo (Italiani Liberi e Forti), Lucia Pinsone (Voi),  Mariano Ferro (Forconi), Cateno De Luca (Rivoluzione Siciliana e Forza Nuova) e Giacomo Di Leo (Partito Comunista dei Lavoratori).  Espressione di movimenti civici, al di fuori degli schieramenti partitocratici consolidati nel tempo o appendici più o meno estremiste di destra, sinistra e dell’autonomismo siciliano.

Confapi ha fatto sapere che sono stati invitati quelli che il presidente regionale e il consiglio direttivo hanno ritenuto essere i principali candidati alla competizione elettorale.  Il grosso numero di candidati infatti sicuramente non permette, per motivi di spazio, di ospitarli tutti in una serie di incontri, ma il problema della mancanza di pluralismo può sfociare in episodi francamente poco edificanti come quello promosso da Cateno De Luca e i suoi attivisti che, giusto pochi giorni fa, hanno polemicamente occupato le sedi Rai di Palermo e Catania, rivendicando maggiore attenzione, rispetto  a quella dedicata a coloro i quali sono definiti i candidati maggiori (nella fattispecie De Luca e i suoi hanno puntato il dito contro il grande spazio concesso a Crocetta, Miccichè e Musumeci).

La stessa Rai adesso negli ultimi giorni sta dedicando uno spazio all’interno del proprio telegiornale regionale a tutti i candidati ed è partita con le interviste a Lucia Pinsone (ieri) e Gaspare Sturzo (oggi).

Ma il problema pluralismo rimane. Perché se è pur vero che i candidati di questi schieramenti serbano poche speranze di arrivare anche con un solo seggio a Palazzo dei Normanni, è altrettanto reale che la loro assenza dai mass media non può certo giovar loro a farsi conoscere. Anche perché sarà difficile per molti lettori riconoscere, non solo i programmi, ma anche i volti di tutti gli altri candidati.

Luca Mangogna

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