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Rapporto Civita. Palermo volta le spalle alla cultura

Presentazione Rapporto Civita “Citymorphosis, Politiche culturali per città che cambiano (foto di Valentina D’Anna)

Si è aperta con una forte provocazione la presentazione del nono Rapporto dell’Associazione Civita dal titolo ‘CITYMORPHOSIS Politiche culturali per città che cambiano’.

Giovanni Pepi, condirettore del Giornale di Sicilia e moderatore dell’incontro, ha, infatti, dichiarato che “Palermo non è la città ideale per questo evento perché palesemente volta le spalle alla cultura come fattore di sviluppo”.

Eppure, la scelta di Palermo – città d’arte che si appresta a proporre la sua candidatura a Capitale europea della cultura 2019 e perno della candidatura all’iscrizione nella lista del patrimonio Unesco per il suo itinerario arabo-normanno – è stata intesa da Civita Sicilia quale momento di riflessione e confronto proprio sul ruolo strategico che la cultura può rivestire nello sviluppo urbano.

Il Rapporto Civita, curato da Marco Cammelli, Professore di Diritto amministrativo presso l’Università di Bologna e Pietro Antonio Valentino, Docente di Economia Urbana presso l’Università di Roma ‘La Sapienza’, raccoglie alcune riflessioni strategiche per attuare politiche culturali di successo, capaci di produrre effetti concreti in termini di benessere, integrazione e crescita per il tessuto sociale ed economico locale.

Sulla scia della dichiarazione di Pepi, Giovanni Puglisi, Presidente della Fondazione Sicilia, ha auspicato che proprio il titolo del Rapporto – ‘Politiche culturali per città che cambiano’ – possa essere un augurio per la città perché Palermo ha bisogno di cambiamento.

Non ha tardato ad arrivare anche la risposta dell’assessore alla cultura del Comune, Francesco Giambrone: “Rendere servizi culturali di qualità rende molto alla città, come dimostra l’incremento del 72% dell’utenza delle biblioteche comunali a seguito della loro apertura con orario continuato, anziché nelle sole ore mattutine. È il risultato, questo, di una grande battaglia che ho portato avanti”.

La presentazione tecnica del Rapporto Civita è stata affidata a Pietro Antonio Valentino.

La ricerca, condotta dal Centro Studi “Gianfranco Imperatori” dell’Associazione Civita, è partita da quattro possibili macro-aree di sviluppo per le politiche culturali urbane: la valorizzazione integrata del patrimonio culturale, le mostre, i festival e il sistema dell’arte contemporanea, aree che rappresentano l’elemento centrale dell’industria culturale e, di conseguenza, dell’industria creativa, che si interseca fortemente con i settori direttamente produttivi.

L’evento è stato ospitato presso la ‘Sala dei 99’ di Palazzo Branciforte e sia Puglisi, sia Giambrone hanno colto l’occasione per ricordare la figura di Gae Aulenti, venuta a mancare pochi giorni fa, che ha curato la ristrutturazione e rivalorizzazione del Palazzo affidato a Civita Sicilia.

Valentina D’Anna

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