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Per questa settimana doppio appuntamento con “L’Avvocato del Martedì”: PALERMO – AUTOVELOX: Strumento di prevenzione o riempi tasche dei Comuni?

Avvocato Francesca Paola Quartararo
                                                 Avvocato Francesca Paola Quartararo

(di F.P. Quartararo) L’Avvocato del Martedì.

L’autovelox è uno strumento di controllo della velocità per i veicoli generati con l’obbiettivo di prevenire gli incidenti stradali, educando di conseguenza gli automobilisti a moderare la velocità ed a rispettare la segnaletica stradale.

E’ pur vero che tale strumento di controllo della velocità serve a diminuire il fenomeno dei sinistri stradali, talvolta mortali, per scongiurare comportamenti negligenti ed imprudenti degli automobilisti alla guida, ma di converso, la sensazione d’oggi è un’altra, poiché lo scopo primario di queste apparecchiature è divenuto alibi per permettere ai Comuni di incrementare i propri incassi!

Accendendo la televisione o leggendo i giornali, apprendiamo notizie in merito alle irregolarità di queste apparecchiature, ad esempio: autovelox installati senza idonea segnalazione, nascosti tra gli alberi o dopo una curva con improvvisa variazione del limiti di velocità previsto sul percorso della strada e, nonostante le discussioni animose e le evidenti irregolarità i cittadini si trovano ogni giorno a combattere con multe salate, che alleggeriscono le loro tasche per “finanziare”quelle dei Comuni.

Come funziona l’Autovelox?

In Italia i sistemi di autovelox sono quelli che utilizzano le fotocellule. Il funzionamento è semplice, ci sono due fotocellule laser che vengono attraversate dalle auto di passaggio, quando la testa della macchina attraversa la prima fotocellula (trattasi di un fascio di luce) viene avviato un timer che si blocca quando l’auto attraversa la seconda fotocellula. Pertanto, se l’autovelox registra una velocità superiore a quella consentita allora scatta una foto alla targa dell’auto. Oggi per mezzo delle telecomunicazioni e sistemi digitali queste foto vengono automaticamente inviate via rete ai sistemi centrali della Polizia di Stato. La tecnologia nelle postazioni fisse e mobili è la stessa, anzi spesso le postazioni mobili sono solo contenitori all’interno dei quale viene collocato l’autovelox usato per le rilevazioni mobili. Un altro sistema di rilevazione della velocità è il Telelaser, esso si basa su di un fascio laser ad alta frequenza che colpisce l’auto (di norma è il poliziotto stesso che punta lo strumento) e da un sensore ottico che elabora il flusso di ritorno dato dal laser riflesso dalla macchina. La velocità si calcola utilizzando la variazione di frequenza subita dal raggio laser dopo aver colpito l’auto (effetto doppler), infatti esiste una relazione calcolabile tra tale variazione e la velocità del mezzo.

L’utilizzo di queste apparecchiature, che misurano la velocità istantanea possono davvero essere considerati strumento efficace di prevenzione? Come si può pensare a tratti di strada extraurbana con limite a 50 km/h?

Poniamo un esempio pratico: spesso accade che molti automobilisti con un andamento di velocità medio alto, in prossimità degli autovelox posti in diverse aree e zone della città, rallentano improvvisamente per poi, una volta superato il rilevatore di velocità accelerano nuovamente: dov’è la prevenzione? Le frenate improvvise, a rischio di tamponamenti improvvisi, sono plausibili?

Da un punto di vista critico-oggettivo, lo strumento dell’autovelox, non va a tutelare l’incolumità di colui che sta alla guida e di logica prevenire gli incidenti stradali, ma invero, crea situazioni di pericolo e rischio che si dovrebbero scongiurare, appunto, la brusca frenata in prossimità dell’autovelox con conseguente sinistro stradale a catena.

A tal proposito ci si domanda: Utilizzo degli autovelox, può essere considerata come una tassa indiretta, quale imposta municipale per incrementare gli incassi del Comune?

Il Comune, il più delle volte, impianta nuovi autovelox, telelaser e rilevatori a ogni latitudine della città lasciando ignari gli automobilisti del posizionamento di tale strumento, dunque, si verifica una vera e propria caccia indiscriminata, alla ricerca di rilevatori di velocità, che se seppur vero che i limiti devono essere sempre rispettati, in molte strade sono inutilmente (o volutamente) bassi, con limiti urbani per strade che urbane non sono; come è ovvio, questa pioggia di contravvenzioni a “tradimento” fa emergere un malcontento cittadino e suscettibile di proteste e accese polemiche, diatribe a cui nessuno da dare una risposta.

Senza alcun dubbio si lascia spazio ad un interpretazione libera e sicuramente non utopica  di intendere che l’utilizzo di questi metodi, anziché prevenire e combattere l’eccessiva velocità, tutelare l’incolumità degli automobilisti e garantire la sicurezza delle strade, serve più a fare cassa ed incrementare gli incassi del Comune.

Infatti Palermo, risulta essere una delle Città Italiane che ha il record di multe più elevate con sistema di autovelox e sistema scout, tra l’altro quest’ultimo considerato illegittimo.

Il punto fondamentale è che il Comune agli autovelox non vuole rinunciare, poiché garantiscono incassi facili, senza personale, senza costi in quanto le macchinette danno un contributo aggiuntivo alle multe per le violazioni al codice della strada, che già rappresentano un notevole incasso annuale.

Gli incassi delle Multe dove vanno a finire?

Per legge, i soldi pagati per le multe stradali dovrebbero essere destinati per il 50% a finalità di sicurezza, prevenzione e manutenzione delle strade.

Ma le amministrazioni locali rispettano davvero la norma?

A pare di chi scrive, ovviamente NO, considerando che le strade della città di Palermo risultano vere e proprie “selve primitive” per i numerosi danni provocati dalle buche presenti sul manto stradale, dovute ovviamente, ad una cattiva manutenzione delle strade.

Gli autovelox, sono strumenti poco capaci di saper prevenire sinistri stradali poiché rappresentano nella percezione comune un metodo “ingegnoso” da parte del Comune di tassare in modo indiretto e depauperare il portafoglio dei cittadini incrementando le proprie tasche, senza tra l’altro, investire tale denaro nella riorganizzazione e manutenzione della propria città, dunque allora: la voce del popolo palermitano chiede: Cosa sarebbe disposto a fare il Comune di Palermo per sollevare il malcontento cittadino? Sarebbe disposto ad abolire gli autovelox in sostituzione di un metodo idoneo per davvero a prevenire e tutelare l’incolumità dell’automobilista nonché la sicurezza delle strade?

Sono domande che necessitano di risposte ed oggi nessuno sa rispondere, scriveteci  la Vostra opinione sulla questione nella sezione contatti del sito web: www.avvocatoquartararo.eu

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